Passaggio generazionale: il video. Prima parte.

Maggio 8, 2008 by Massimo Carraro

In attesa del convegno “Di Padre in Figlio”, che si svolgerà all’aula magna dell’Università Cattolica di Milano il 29 maggio alle 14.00 (ingresso gratuito previa iscrizione qui), pubblichiamo un’intervista al prof. Devecchi sul tema.

L’intervista è piuttosto lunga perché tocca molti aspetti, quindi è stata suddivisa in più filmati, che verranno pubblicati consecutivamente.

Stasera (martedì) su Telelombardia, ore 23, Sergio Luciano introduce e conduce il dibattito sulle Family Business italiane.

Maggio 6, 2008 by Massimo Carraro

Il professor Claudio Devecchi sarà ospite, questa sera, della trasmissione di Telelombardia dedicata alle aziende familiari.

Altri ospiti: Giorgio D’Amore, presidente dei giovani industriali Assolombarda e Giuseppe Vivace, segretario della Cna lombarda.

Conferenza Università Cattolica: gli strumenti per il passaggio generazionale

Maggio 5, 2008 by Stefano Colombo

Giovedì 29 maggio, presso la Cripta Aula Magna dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, si terrà la conferenza:

“Di padre in figlio: il passaggio generazionale dell’azienda tra desiderio e responsabilità” 

Scarica il programma

 

L’Associazione CERIF ha creato, in collaborazione con ASAM, una Commissione Tecnica Permanente sul passaggio generazionale (Generazione protetta) con l’obiettivo di esaminare tutti i possibili strumenti operativi a supporto di questo particolare ”momento di discontinuità” della vita delle imprese di famiglia, con l’intenzione di renderli più chiari e attuabili e, non ultimo, di proporre soluzioni innovative.

Tale obiettivo viene perseguito attraverso il confronto tra imprenditori, professionisti, istituzioni e docenti che, analizzando tale criticità da differenti punti d’osservazione, possono fornire il necessario contributo mettendo a fattor comune le proprie conoscenze, competenze ed esperienze.

La conferenza riporta i risultati di questa Commissione.

 

La partecipazione è gratuita. Poiché i posti sono limitati affrettatevi a iscrivervi. L’indirizzo da contattare è asam.eventi@unicatt.it

 

Family Business Smart oggi su “Repubblica”.

Aprile 28, 2008 by Massimo Carraro

Segnaliamo con piacere l’attenzione riservataci oggi da Repubblica, a pagina 48 dell’inserto “Affari & Finanza”, con un breve articolo intitolato:

IL BLOG PER LE PMI DI FAMIGLIA.

Un grazie ai giornalisti di Repubblica, qui il link all’articolo online.

Intervista a Matteo Zanaboni di Asam: si parla anche di noi.

Aprile 19, 2008 by Massimo Carraro

“E se le PMI votassero il 13 aprile 2008….”

Aprile 10, 2008 by Claudio Devecchi

Oltre il 70% delle PMI italiane reputa la classe politica italiana non adeguata nell’affrontare concretamente e con tempestività i problemi dello sviluppo del nostro Paese.

Apprezzamento sull’introduzione della flessibilità del lavoro.

Delusione sulle infrastrutture.

Ritardi preoccupanti su formazione, snellimento burocratico, energia, sgravi fiscali finalizzati alla competitività.

Questo, in sintesi, quanto emerge da una inchiesta campionaria realizzata dal 25 febbraio al 25 marzo 2008 su di un campione rappresentativo a livello nazionale di circa 1.200 imprese, di cui sono stati interpellati direttamente gli imprenditori.

ASAM - Associazione per gli Studi Aziendali e Manageriali - Università Cattolica di Milano ha reso noti i risultati dell’indagine campionaria che ha visto le PMI italiane esprimere un giudizio sull’operato della classe dirigente politica del Nostro Paese nell’ultimo quinquennio, alla vigilia del prossimo appuntamento elettorale.

L’indagine - basata su di un questionario articolato in 10 quesiti concernenti alcuni dei temi chiave della competitività per un campione nazionale rappresentativo di 1.200 PMI con un fatturato da 20 a 400 milioni di euro - ha evidenziato una sfiducia molto pronunciata dell’imprenditoria italiana (80% delle imprese dislocate nel Nord Ovest, 85% delle imprese del Nord Est, 75% delle imprese del Centro e 70% delle imprese del Sud) nei confronti della politica, ritenuta incapace di affrontare concretamente e con tempestività i problemi dello sviluppo del nostro Paese.

A questo proposito, ho voluto sottolineare quanto segue.

L’indagine evidenzia una forte frattura e una elevata lontananza fra il tessuto imprenditoriale italiano e la classe politica del Paese.

Il punto più dolente riguarda la totale mancanza di fiducia nella capacità della classe politica di prendere le misure necessarie a sostenere lo sviluppo economico del Paese in una fase così delicata dell’economia globale.

Oltre a ciò, si evidenzia il fatto che le imprese reputano i metodi di selezione dei professionisti della politica (a tutti i livelli dell’Amministrazione Pubblica) basati su logiche di convenienza politica piuttosto che di qualità rispetto ai compiti.

Infine, le PMI non hanno percepito segnali diametralmente opposti all’auspicata e sempre annunciata razionalizzazione della Pubblica Amministrazione.

A riprova del forte interesse su questi temi da parte delle PMI, segnalo che la percentuale di redemption del questionario è stato dell’85% del campione, con risposte pervenute entro le successive 24 ore.

Entrando nel dettaglio dell’indagine, le PMI italiane valutano così l’operato della nostra classe politica:

Capacità di attuare il programma elettorale

L’83% delle imprese dislocate nel Nord Ovest ritiene che la classe politica non sia stata in grado di dare seguito alle dichiarazioni programmatiche in fase elettorale.

Concordano con questo giudizio l’89 % delle imprese del Nord Est, il 68% delle imprese del Centro e il 52% delle imprese del Sud.

Capacità di individuare le priorità per lo sviluppo economico

Il 91% delle imprese dislocate nel Nord Ovest ritiene che la classe politica non sia stata in grado di individuare le priorità alla base del rilancio economico del Paese.

Concordano con questo giudizio l’88% delle imprese del Nord Est, il 75 % delle imprese del Centro e il 45% delle imprese del Sud.

Capacità di esprimere una classe dirigente politica in grado di guidare il Paese

In questo caso il giudizio è quasi unanime. La classe politica è stata ritenuta inadeguata a condurre il paese per oltre l’80% delle PMI italiane (98% Nord Ovest, 96% Nord Est, 83% Centro, 81% Sud).

Capacità di contribuire al benessere del Paese

Le PMI vedono nella classe politica i maggiori responsabili del declino del nostro Paese. Questo giudizio è espresso dal 71% delle imprese del Nord Ovest, il 68% di quelle del Nord Est, il 71% di quelle del Centro e il 69% di quelle del Sud.

Capacità di introdurre misure di flessibilità del lavoro

Le PMI in questo caso hanno apprezzato gli sforzi della classe politica. L’80% delle PMI del Nord Ovest è d’accordo sul fatto che la classe politica ha saputo introdurre misure idonee a migliorare la flessibilità del lavoro. Tale giudizio è condiviso dal 70% delle imprese del Nord Est, il 76% delle PMI del Centro e dal 77% delle PMI del Sud.

Capacità di incidere sullo sviluppo infrastrutturale

Le PMI vedono nelle infrastrutture uno dei temi cruciali per la competitività, ma irrisolti della politica italiana. Il 90% delle PMI del Nord Est e del Nord Ovest ritiene che la classe politica non sia stata capace di trovare misure idonee per migliorare il sistema infrastrutturale del paese. Lo stesso vale per il 92% delle imprese del Centro e del 95% di quelle del Sud.

Capacità di sviluppare un piano energetico nazionale

Le PMI vedono nella questione energetica uno dei fattori non risolti della competitività del Paese e ne imputa la responsabilità ai troppi veti, orpelli, lungaggini burocratiche sia locali sia centrali della politica. Questo giudizio vede concorde il 65% delle imprese del Nord Ovest, il 58% delle imprese del Nord Est, il 70% delle imprese del Centro e l’80% delle imprese del Sud.

Capacità di semplificare gli iter burocratici legati all’impresa

Si tratta di uno dei fardelli a cui le PMI devono far fronte, aggravando la voce dei costi sia in termini economici sia in termini di perdita di tempo. Il 70%% delle PMI del Nord Ovest ritiene l’onere per le pratiche burocratiche a livelli insopportabili. Lo stesso vale per il 68% delle imprese del Nord Est, il 70% delle imprese del Centro e il 72% delle imprese del Sud.

Capacità di introdurre sgravi fiscali finalizzati al recupero di competitività

Le PMI reputano che la classe politica non abbia saputo introdurre quelle misure – per altro più volte annunciate – di riduzione della pressione fiscale per le imprese. Sono deluse l’85% delle imprese del Nord Ovest, il 90% delle imprese del Nord Est, il 91% delle imprese del Centro e il 95% delle imprese del Sud.

Capacità di riformare il sistema scolastico in linea con le necessità dell’impresa

Le PMI reputano che gli interventi introdotti dalle ultime riforme del sistema scolastico non abbiano portato benefici sulla formazione dei ragazzi ancora troppo in ritardo rispetto ai coetanei europei. La scuola italiana è troppo vincolata ad un modello antiquato. Di questa opinione il 65% delle imprese del Nord Ovest, il 55% delle imprese del Nord Est, il 60% delle imprese del Centro e il 75% delle imprese del Sud.

Note sul campione statistico e la sua suddivisione:

Tale questionario è stato somministrato via e-mail, con risposta nelle successive 24 ore, nel periodo 25 febbraio - 25 marzo 2008 agli imprenditori di 1.200 PMI Italiane con fatturato da 20 a 400 milioni di euro, equamente suddivise sul territorio italiano.

Per semplicità espositiva le risultanze sono state così suddivise:

Nord Est (Veneto, Friuli Venezia Giulia, Trentino Alto Adige, Emilia Romagna) Nord ovest ( Val D’Aosta, Piemonte, Lombardia. Liguria) Centro (Toscana, Umbria, Abruzzo, Marche, Lazio) Sud ( Molise, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia, Sardegna) Redemption: 85% del campione intervistato.

Contact:

Stefano Amoroso, Jacopo Pedemonte

Barabino & Partners

Tel. 010.272.50.48

Lettura consigliata personalmente.

Aprile 9, 2008 by Massimo Carraro

Il prof. Claudio Devecchi consiglia il libro che lui stesso sta leggendo in questi giorni: “Il futuro del management” di Gary Hamel e Bill Breen.

In questo breve video, “rubato” pochi giorni fa durante un’intervista, lo vediamo insieme al ricercatore Stefano Colombo (autore di questo interessante post) mentre ne legge una pagina significativa su management, progresso tecnologico e web.

Possibile erede “si confessa”.

Aprile 4, 2008 by Stefano Colombo

Sono cresciuto in un’impresa di piccole dimensioni in cui il soggiorno di casa si avviciava maggiormente, per clima e discorsi trattati, all’ufficio dell’azienda di famiglia … Tutto molto bello se l’attività di famiglia piace e appassiona, cosa che fortunatamente accadeva e accade tutt’ora.

Non c’era però il tempo e la volontà da parte dell’imprenditore di parlare d’altro, anche la politica e lo sport, “must” dell’italian style, avevano vita breve: “approposito, cosa ha detto il cliente XY sulla merce consegnata questa mattina? Ti è sembrato soddisfatto? Aveve incontrato qualche tipo di difficoltà? Il nuovo “padroncino” come si è comportato? …”.

A queste persone, imprenditori in tutto e per tutto, non crea problemi parlare di lavoro in ogni dove: a tavola (troppo facile), in automobile il sabato pomeriggio (già meglio), sdraiati sotto l’ombrellone in spiaggia (da applauso) … Sono incorreggibili … Ma nello stesso tempo, icone della dedizione e della perseveranza.

In questo caso il lavoro non solo nobilità, ma fornisce ossigeno per la loro sopravvivenza … Badate bene, ho detto “la loro” di proposito … Solitamente moglie, figli, parenti e amici (e dipendenti) non la pensano sempre così …

Il figlio di un “animale” particolare qual è l’imprenditore di un’impresa familiare cresce, effettivamente, in un ambiente particolare (forse troppo). Talvolta non riesce ad avere un vero e completo “contatto con la realtà” che lo circonda … un esempio su tutti: si impara a percepire la vacanza non come un momento per “staccare dalla frenetica vita lavorativa e per pensare a se stessi”, ma come “un’occasione per lavorare poco e meglio”… “ah figlio, che bello lavorare in agosto con le strade libere dal traffico …”.

Può sembrare un incubo? Vi garantisco che dall’interno si nota che qualcosa non funziona ma, essendo nati e cresciuti in un ambiente così fatto, la percezione è falsata. Immaginate di essere leggermente miopi e di non utilizzate gli occhiali, non riuscite a vedere sempre nitido, anzi, certi particolari vi sfuggono … o, ancor meglio, gli occhiali li avete ma la lente non è della vostra gradazione …

Un modo per comprendere meglio la realtà e per capire se questa vita (quella da imprenditore) fa veramente per voi? Uscite di casa! E fatelo per un periodo di tempo non breve (2/3 anni).

Vi avverto - anche sulla base della mia esperienza - non sarà facile! Il mondo che avete imparato a conoscere è “un pò” diverso … Ci sono aspetti che probabilmente non conoscete e aree d’interesse di cui non avete mai sentito parlare …

Vi potrei raccontare la mia esperienza in proposito, ma non lo farò, almeno per qualche giorno … Vediamo se vi ritrovate nelle mie premesse. Al prossimo articolo “autobiografico”.

Expo a Milano: cosa significa per le aziende di famiglia?

Aprile 1, 2008 by Claudio Devecchi

La notizia è di oggi, ed è bella, non solo per Milano ma per tutta l’Italia.

Dal nostro punto di vista, la cosa fa nascere una domanda che può essere interessante:

E se questo Expo fosse un bel ponte che aiuta le aziende di famiglia a effettuare il passaggio da piccole a non-piccole?

La parola chiave, secondo me, è aggregarsi.

Un contributo al dibattito si trova a pag. 127 del mio libro “Problemi, criticità e prospettive dell’impresa di famiglia”, dove si illustra il concetto di “Distretto spa”, così riassumibile:

Costituire una sola entità giuridica e reale che possa presentarsi come unico interlocutore globale e mondiale sui mercati.

Bell’incontro in Assolombarda.

Marzo 17, 2008 by Massimo Carraro

Si è svolto mercoledì scorso a Milano l’incontro sul tema

“Il transfert generazionale: business history e cultura familiare”

a cui ha partecipato un piccolo gruppo di imprenditori di prima, seconda e terza generazione.

La “mappa delle criticità” costruita insieme ai presenti, ha subito raggiunto le 17 variabili, a conferma della complessità del tema.

Ho però cercato di rassicurare i presenti che non tutti i problemi riguardano necessariamente tutte le aziende, ma una sana disamina di questi fattori costituisce senz’altro una sorta di vaccinazione per il futuro.

L’intenzione dell’esposizione era infatti più volta alla prevenzione che alla cura, come se gli elementi discussi fossero

dei validi anticorpi per affrontare le fasi di passaggio tra una generazione di family business e l’altra.

La psicologa Cristina Castelli, che ha parlato dopo di me, ha toccato molti aspetti “sensibili”, dalle sovrapposizioni eccessive tra famiglia e azienda alla delicata scelta dell’”erede”, alla sindrome “dopo di me il diluvio” che colpisce molti imprenditori senior al momento del passaggio generazionale.

Una valida conclusione è venuta, infine, dall testimonianza diretta di Stefano Colombo (che è anche parte del nostro team) in qualità di giovane imprenditore della Brianza, terra ricca di sfumature significative (positive quelle legate alla determinazione e all’impegno, meno quelle caratterizzate da chiusura e logiche di clan) in grado di influire molto sul transfert generazionale in azienda.