Innovativo Seminario: come gestire l’arrivo della nuova generazione in azienda?

Maggio 17, 2009 by Alessandra Scotti

L’associazione CERIF, CEntro di Ricerca sulle Imprese di Famiglia dell’Università Cattolica di Milano è lieta di proporre un evento speciale intitolato l’ “Arrivo della Nuova Generazione. L’impatto sulle persone e sul business.”

Sarà possibile partecipare a questo speciale corso che si terrà nell’ Autunno 2009, ancora in data da definirsi, presso l’agriturismo “La Tavola Rotonda” a Cortemaggiore (PC); una full immersion di tre giorni organizzata per favorire un’analisi approfondita della propria impresa, esaminare il tema delicato della gestione del passaggio generazionale ed offrire soluzioni a questo complesso processo familiare in un ambiente suggestivo.

Il corso è rivolto agli imprenditori delle imprese familiari italiane e ai rappresentanti della nuova generazione (figli/e, nipoti, stretti collaboratori non familiari), in coppia.

Sarà presente il Prof. Claudio Devecchi, prof. ord. di Programmazione e Controllo (Università Cattolica di Milano) nonché Amministratore Unico di CERIF, il dott. Massimo Lodi Responsabile del servizio di Family Business UBI Banca Scarl, il dott. Ferruccio Cicogna Direttore Divisione Imprese ASAM, il dott. Giuseppe Arcamone Responsabile Formazione ASAM, la dott.ssa Evi Crotti psicologa e grafologa e il dott. Alberto Magni medico e grafologo dello Studio Crotti-Magni.

Di seguito potrete trovare il link con maggiori dettagli sul seminario:

SEMINARIO_Cerif

oppure potrete visitare il sito www.asamonline.it

Febbraio 28, 2009 by Claudio Devecchi

Bisogna dare atto che ancora una volta IlSole24Ore ha fatto da apripista su una cosa “nuova” (e cioè un’innovativa formula di welfare ideata da un’azienda tutta italiana per sostenere il potere d’acquisto dei 7800 dipendenti che ha in Italia) soprattutto in questo periodo di continue grida  ”al lupo-al lupo” riguardo alla crisi attuale. Ho aspettato qualche giorno a commentare ciò che è stato scritto il 3 febbraio perchè volevo vedere se l’evento veniva richiamato. Devo dire che c’è stata solamente una risposta a livello locale.  Peccato!

Ma vediamo di cosa si tratta. Una delle più grandi Family Business italiane ha introdotto un welfer innovativo. Detto in soldoni: invece che aumentare il costo del lavoro (100 € costa all’azienda ma in tasca al prestatore di lavoro ne arrivano -in Italia- solamente 50) Luxottica intende “aumentare la paga in natura”.  Rinvio all’articolo del 3 febbraio dove si cita sinteticamente il contenuto del memorandum tra azienda e sindacato. L’ampiezza dell’intervento è veramente notevole: dalla formazione e incentivi al merito agli accordi con catene di retail per acquisto di beni primari, da convenzioni con centri di medicina preventiva e diagnostica all’aiuto per l’uso dei mezzi di trasporto, da borse di studio all’assistenza sociale di sostegno per portatori di handicap e tossicodipendenti, ecc.

Un caso isolato? Spero proprio di no! Per dirla come Tiziano Treu, il piano Luxottica possiede un effetto emulativo.

Anche le family business piccole possono seguire questa strada. Mettersi insieme tramite fondi bilaterali, costiuire onlus dedicate a questo tipo di interventi territoriali. Anche i Distretti, ricchi di family business, potrebbero percorrere questo circolo virtuoso.

Ma perchè proprio Luxottica? Ho una idea molto personale.  e forse sbagliata ma la voglio scrivere lo stesso: Leonardo De Vecchio, di fatto padrone di Luxottica, è stato un “martinitt” cioè un orfano ed ha beneficiato a suo tempo di aiuti e sostegni molto simili a quelli che sono stati or ora introdotti nella sua azienda. Non è che la sua cultura  abbia pesato non poco in questa decisione? Mi permetto di escludere che una scelta di questo genere che coinvolge 7800 dipendenti sia stata fatta senza interpellarlo. Questa attenzione alla formazione e sostegno del personale penso sia tipica soprattutto di chi ha sofferto da piccolo, ha fatto del sacrificio e della rinuncia due compagni di viaggio oggi molto rari.

In conclusione: brava Luxottica soprattutto perche sei una Family Business ed hai “bruciato” sul tempo tante grandi aziende, multinazionali o no, che non ci hanno pensato!

Sono stufo di sentire sempre più queste “campane a morto” sull’economia del nostro Paese. Bisogna gridare che non tutto è allo sfascio! Per fortuna ci ha pensato il CENSIS. Su IlSole24Ore di sabato 24 febbraio a pag. 11 c’è un articolo che invito tutti a leggere dal titolo “Quell’Italia che non si dà per vinta” a cura di Paolo Bricco. Finalmente qualuno che informa seguendo la realtà e non il “sentito dire”. Gustiamoci le 161 eccellenze italiane pronte a superare la crisi. D’accordo?

Febbraio 27, 2009 by Claudio Devecchi

La “crisi” a Modena …

Febbraio 3, 2009 by Stefano Colombo

Buon 2009 a tutti (anche se in ritardo) !

venerdì 29 gennaio scorso ci siamo recati a Modena, dietro invito delle “Donne Impresa” di LAPAM Federimpresa (Federazione di Associazioni che rappresenta tutto il mondo imprenditoriale: artigianato, commercio, piccole e medie imprese, agricoltura della Provincia di Modena ).

Brochure evento

E’ stato un incontro ricco di spunti, sia dalla parte “accademica” che da quella “imprenditoriale”. Il momento finale della serata, adibito a domande/risposte, è stato molto partecipato … tante le riflessioni, i quesiti e gli scambi di opinione, non solo tra imprenditori e relatore, ma anche tra i “colleghi” della platea.

Per maggiori delucidazioni:

 http://www.lapam.mo.it/lapam/it/notizia.wp?contentId=NEWL6816

2008-11-03_kit-anti-recessione_estrazionepdf

 

 

Aggiornamento area eventi

Dicembre 4, 2008 by Stefano Colombo

Cari lettori,

vi informo che è stata aggiornata l’area eventi del Blog CERIF.

Troverete la documentazione relativa all’evento che abbiamo organizzato presso il CFP “G. Terragni” di Meda (MI) il 21 novembre scorso, insieme all’APA Confartigianato di Milano – Gruppo Giovani e alla Città di Meda.

.

QUALCHE RINGRAZIAMENTO

Colgo qui l’occasione per ringraziare l’amico Filippo Berto che mi ha aiutato in prima persona nell’organizzazione della serata e senza il quale non saremmo riusciti ad ottenere questo risultato. Un ringraziamento particolare anche al Sindaco di Meda Giorgio Taveggia e all’Assessore Stefano Avallone.

Inoltre, i ringraziamenti vanno anche a Domenico Zambetti, Assessore all’Artigianato e servizi della Regione Lombardia, a Luigi Ponti, Assessore della Provincia di Milano – Attuazione della Provincia Monza e Brianza, e alla BCC di Barlassina, in particolare nella figura di Maria Luisa Meroni e Francesco Roveda.

.

Ci sono i presupposti perchè questo “contatto” sia il primo di molti altri …

Vi terremo aggiornati sugli sviluppi futuri.

L’imprenditore affronta l’aula …

Dicembre 1, 2008 by Stefano Colombo

Non è sempre facile riuscire a portare gli imprenditori in aula. Sono “animali” schivi che preferiscono fare business, invece che parlare di business.

Nonostante ciò, venerdì 28 novembre siamo riusciti ad avere in aula, durante il corso di “Strategie e problemi della family business”, Alessandro Zucchetti, rappresentante della seconda generazione della famiglia che gestisce il “Gruppo Zucchetti” dalla sua fondazione, a metà degli anni Sessanta.

Questa è un’impresa che dimostra in modo inequivocabile (come se ve ne fosse ancora bisogno …) che l’essere “familiare” non implica essere di piccole dimensioni. Ci troviamo di fronte un’impresa che si è internazionalizzata (stabilendosi in forma stabile sia in Europa che negli Stati Uniti) e che vende i propri prodotti/servizi su tutto il globo.

E’ un’impresa padronale, gestita come una public company“,

ovvero, una family business permeata dai valori, dalla cultura e dalle credenze profonde della famiglia, i cui componenti offrono quotidianamente il proprio lavoro e, nello stesso tempo, vi è la presenza di manager con grandi responsabilità e molta “libertà” d’azione (il processo di delega funziona e rappresenta uno dei fattori chiave del successo di Zucchetti), proprio come in una public company.

.

E’ stata una mattinata ricca di spunti e riflessioni e spero che capitino molte più occasioni di questo genere … noi, per quanto possibile, faremo del nostro meglio perché questo avvenga sempre con maggiore frequenza.

.

Universita-Cattolica_presentazione-Alessandro-Zucchetti

.

Una breve sintesi della serata Medese

Novembre 25, 2008 by Stefano Colombo

Vi riporto, qui sotto in allegato, una breve sintesi della serata Medese.

Voi (”parlo ai partecipanti”) che ne pensate? Avete trovato la serata interessante e ricca di spunti? … oppure …

.

Giornale di Monza 25/11/2008   p.42

IMPRESE DI FAMIGLIAEREDITA’ SCOMODA, E’ DIFFICILE IL PASSAGGIO GENERAZIONALE

CONVEGNO A MEDA

MEDA (ces) Un’impresa di famiglia può essere un’eredità scomoda. Ai rischi legati alla gestione e alla successione generazionale, venerdì sera al Centro di formazione professionale «Terragni» è stato dedicato il convegno «Le imprese di famiglia: imprenditori, è il momento di passare il testimone?».

All’evento, organizzato dall’Associazione Cerif (Centro di ricerca sulle imprese di famiglia), dal Gruppo giovani di Apa Confartigianato di Monza e Brianza e dal Comune di Meda, e patrocinato da Regione Lombardia e dalla Provincia di Monza e Brianza, erano presenti più di cento persone, tra cui molti industriali.


L’assessore all’Attuazione della Provincia di Monza e Brianza Gigi Ponti ha rimarcato che «Il tema del lavoro è una radice identitaria, in un territorio in cui il rapporto tra imprese e abitanti è di uno a dieci e sono oltre ventimila le imprese artigiane».

Una galassia, quella delle aziende familiari, illustrata dai dati esposti da Giovanni Barzaghi, presidente provinciale di Apa Confartigianato: «Il 92 per cento delle imprese in Italia sono familiari, ma il 50 per cento scompare alla seconda generazione. Spesso i figli non sono all’altezza o chi rileva l’azienda non ha l’esperienza necessaria».

Claudio DeVecchi, docente dell’Università Cattolica e direttore scientifico dell’Associazione Cerif ha affermato: «L’orologio della successione prevede diverse fasi e problemi, dalla crescita aziendale che implica l’introduzione di figure manageriali professionali, all’accettazione da parte dei fondatori del rinnovamento portato dai figli».

Paolo Bologna dell’Associazione Cerif ha illustrato i metodi di finanziamento, o «private equity», per andare incontro alle aziende nei momenti di passaggio generazionale.

.

L’università incontra le imprese

Novembre 12, 2008 by Stefano Colombo

Cari amici,

siete tutti invitati il giorno 21 novembre p.v. all’evento che l’Associazione CERIF, insieme alla Città di Meda e ad APA Confartigianato di Milano (Sezione Giovani) sta organizzando presso il Centro di Formazione Professionale “G. Terragni”, in Via Tre Venezie, 63 a Meda (MI).

cerif_meda1

La registrazione inizierà alle ore 18:00 (fino alle 18:30) e la serata si concluderà alle 20:30 con un buffet offerto dalla BCC Barlassina.

L’evento sarà patrocinato dalla Regione Lombardia (Assessorato Artigianato e Servizi) e dalla Provincia di Milano (Progetto Monza Brianza)

.

… i soggetti che scenderanno in campo sono numerosi e tutti di primo piano, quindi si prospetta una serata interessante! Noi almeno ci siamo dati da fare per raggiungere tale obiettivo.

.

Vi aspettiamo numerosi!

Scarica la brochure

.

Video CV del team CERIF – seconda parte

Novembre 6, 2008 by Stefano Colombo

Ciao a tutti,

metto a disposizione anche il mio video CV.

Probabilmente non vi sembrerò molto spontaneo … ma è la mia prima volta a “tu per tu” con una telecamera … Farò meglio la prossima.

 

Stefano

 

“Kit” anti-recessione

Novembre 5, 2008 by Stefano Colombo

Cari lettori,

vi segnalo un intervento del Prof. Devecchi sul Sole 24 Ore di lunedì scorso (3 novembre). 

Nei prossimi mesi le imprese italiane di piccola dimensione (ma non solo) si troveranno di fronte periodi di grande difficoltà a causa degli effetti della crisi finanziaria iniziata (o meglio, venuta alla luce) il 9 ottobre di quest’anno. 

Nell’articolo sottostante si è cercato, dopo avere segmentato queste PMI (ricordiamo che sono quasi tutte familiari), di offrire loro dei consigli – al tempo stesso – sintetici e operativi … che ne pensate?

 

 

Il Sole 24 Ore  03/11/2008   IN PRIMO PIANO  p. 11

«Kit» anti-recessione a misura di piccoli

LA GRANDE CRISI Guida per le imprese

Dall’attenzione ai costi alla capacità di scorgere vantaggi competitivi gli accorgimenti da utilizzare FLESSIBILITÀ Strumenti e soluzioni variano perché il ciclo negativo investirà le Pmi in tempi diversi in base al modello di business e al settore

Marco Biscella
Saranno anche in arrivo maggiori garanzie sui confidi, il raddoppio della soglia per la compensazione automatica dei crediti fiscali e gli incentivi a chi reinveste gli utili nell’innovazione. Misure più che necessarie e che senza dubbio daranno alle imprese un po’ di sollievo in vista di tempi che si preannunciano molto duri. Resta però il fatto che la crisi “da paura” che ha investito i mercati finanziari allungherà ombre minacciose sull’economia italiana e sui conti delle imprese, a partire dalle Pmi. Che si devono fin d’ora preparare ad affrontare l’anno prossimo non più un filante tracciato da Formula 1, bensì un percorso più sconnesso, tipico delle gare di rally. E dovranno quindi adattare lo stile di guida delle proprie aziende, se non vorranno finire fuori pista o ritrovarsi ad affrontare i pit stop per rifornirsi del credito necessario agli sportelli bancari in condizioni più difficili e a costi più elevati.
«I piccoli e medi imprenditori italiani – sottolinea ClaudioDevecchi, professore ordinario di Strategie e politiche aziendali all’Università Cattolica di Milano – devono adottare una tecnica di guida stop and go: come in un rally, opportunità e ostacoli si palesano all’improvviso e dunque servono maggiore velocità di esecuzione e maggiore accelerazione».
In che senso? «In pratica – spiega Devecchi – nei momenti difficili un imprenditore diventa “pilota unico” della propria azienda, cioè accentra il più possibile le decisioni. Ma quando la crisi si farà più “cattiva”, come quando si guida in montagna, a risultare decisivo sarà lo spunto del motore: le scelte andranno condivise con i propri collaboratori, che vivono i mercati in presa diretta». La velocità, dunque, si traduce in processo decisionale più rapido e condiviso. E l’accelerazione? «È la capacità della Pmi di mettere in pratica le decisioni assunte nel minor tempo possibile».
Fin qui la teoria, che va poi declinata con comportamenti concreti. Devecchi prova a elencarli, distinguendo tre “posizionamenti” aziendali, ipotizzati in base alla minore o maggiore vicinanza al cuore della recessione in arrivo (vedi tabella a fianco). «L’approccio è semplificato – precisa Devecchi – in quanto nella realtà le situazioni sono molto più variegate, ma vale comunque la pena cominciare ad attrezzarsi alla sfida».
Le prime a essere esposte agli effetti dello tsunami finanziario di questi mesi saranno le Pmi che lavorano nei settori business to consumer (B2c). I comportamenti virtuosi, secondo Devecchi, possono essere sintetizzati in due parole: «sangue freddo e mente lucida». «Occorre mantenere forti e vivi i propri storici punti di forza, perché è proprio in questi momenti che la tentazione, sbagliata, è di abbassare la qualità, comprare materie prime scadenti, mettere alla porta il personale, trattare male i clienti marginali. Sarebbe una disfatta economica. Proprio in questi momenti è vigile la “memoria del mercato”, che sa distinguere chi lavora con strategie collaborative da chi pensa solamente a tirare i remi in barca. Questi ultimi rischiano di uscire dal mercato».
In un secondo momento la crisi toccherà le Pmi che operano in settori più lontani dai consumi giornalieri. «I produttori di beni strumentali – aggiunge Devecchi – devono adottare una strategia ancora più favorevole al mercato: stare il più possibile vicino ai loro clienti, condividere le loro sorti, aiutandoli fin dove è possibile. Anzi, devono cercare di vedere oltre, utilizzando tutti gli strumenti e i sistemi direzionali disponibili in azienda. Capire, in altri termini, come stanno andando i clienti dei clienti e i fornitori dei fornitori. Questo consente di scorgere prima degli altri come si comporterà il mercato, potendo così mettere in pratica, con un vantaggio competitivo, le manovre correttive necessarie. Tutto ciò richiede il rafforzamento di sistemi informativi, controlli di gestione e strategie di marketing opportune».
Infine, la recessione morderà le Pmi che operano come co-protagonisti della componente di filiera in settori dove la commessa è pluriennale: anche a loro è richiesta una vigile attenzione. Perché? «Devono controllare in modo esasperato i costi, ma senza intaccare il valore che sono in grado di generare; alimentare la capacità dei collaboratori all’estero perché siano sempre più imprenditori interni e imprenditori di se stessi, così da trovare nuovi spazi commerciali; comprendere sempre meglio le caratteristiche competitive del settore di appartenenza o della commessa su cui lavorano per identificare le opportunità di vantaggio competitivo».
Insomma, le Pmi hanno notevoli probabilità di superare anche la crisi incombente se sapranno mettere in fila prima i problemi da affrontare e poi le azioni da intraprendere per risolverli con fermezza, lucidità e preparandosi per tempo.