Il settimanale ECONOMY del 9 settembre 2009 riporta a pagina 34 un interessantissimo articolo che i nostri giovanio dovrebbero meditare.
Penso in particolare ai laureati triennalisti della Cattolica che “a tutti i costi” vogliono (o sono convinti dalle famiglie) andare avanti e fare altri due anni di università per la laurea specialistica o magistrale. Niente di più sbagliato se manca la voglia di studiare o un futuro ipotizzato in modo preciso e circostanziato. E mi spiego
Al giorno d’oggi un mestiere (come una lingua parlata e scritta molto bene) può valere almento come una laurea in termni di successo professionale, soddisfazione personale e guadagni. Provate a pensare quanto costa un’ora di un falegname, di di un meccanico o di un elettricista! Come minimo siamo dai 35 ai 50 €!
E vi assicuro che moltissimi imprenditori di successo odierni hanno iniziato come artigiani. Allora tracciamo una strada per una family business piccola ma eccellente. Finita la laurea triennale, tipico pezzo di carta che da un’alfabetizzazione su tutto ciò che serve per una PMI fammiliare: sai un po’ di marketing, di programmazione e controllo, di strategia, di organizzazione, ecc. ; si va a lavorare sotto padrone e si impara un mestiere (che l’Università non dà e non può dare in quanto fornisce cultura, metodo e modelli). Poi si torna in Univeristà e si frequanta un master universitario di primo livello, che risulta professionalizzante; si ritorna a lavorare e si incomincia a coinvolgere qualche familiare, poi si inizia ad assumere uno due tre dipendenti e si da vita a una PMI. Poi….. avete capito come finisce il film!
Forza ragazzi, avete in mano il mondo, non sprecate questa fantastica occasione volendo a tutti i costi impiegarvi in una multinazionale contro voglia e solamente perchè qualcuno (erroneamente) vi ha detto che lì il posto è sicuro, l’orario finisce alle 17, il sabato e la domenica sono liberi.
Come dice, nell’articolo segnalato, Marco Colombo “…i ragazzi tra i 19 e i 20 anni …hanno un approccio all’occupazione completamente sbagliato. Mancano di progettualità, proprio quella che ci dovrebbe essere per affrontare un mercato del lavoro sempre più complesso.” Parole sante! Parola del prof.!