Archivio per gennaio 2010

Economy 03/12/2009 (n.a.) N.50 – 9 DICEMBRE 2009 p.31- IL BREVETTO? A DOPPIO TAGLIO

gennaio 13, 2010

I dati sembrano non lasciare dubbi: nelle classifiche europee delle aziende che investono in ricerca e sviluppo, quelle italiane rappresentano il fanalino di coda. «Ma attenzione» avverte Claudio Devecchi, amministratore unico del Cerif , il centro di ricerca sulle imprese di famiglia che fa capo ad Asam-Università Cattolica di Milano, «queste classifiche non considerano le aziende che fanno innovazione in modo sommerso. E sono tante, specie tra le Pmi». Cosa significa esattamente fare innovazione sommersa? Significa fare ricerca, innovare all’interno dell’azienda, ma senza ricorrere alla collaborazione di centri di ricerca universitari o nazionali e senza registrare un brevetto. È un fenomeno diffuso, anche se difficile da censire. Quali sono i fattori che spingono le aziende ad agire in questo modo? In parte la cultura dell’imparo facendo, tipica delle nostre piccole e medie imprese, e in parte il fatto che depositare un brevetto costa molto e protegge solo in parte l’azienda da eventuali copiature. In che senso? Nel senso che quando si deposita un brevetto l’oggetto o il prodotto in questione deve essere descritto in tutte le sue parti. Il concorrente può visionare la documentazione presentando richiesta all’ufficio brevetti e basta cambiare poche cose per evitare seccature legali. È un po’ come se il brevetto stesso diventasse la ricetta per fare copiare i competitor. Ecco perché, specie le aziende che operano nel segmento business to business, come quelle che realizzano macchinari, preferiscono evitare i brevetti e tenersi tutto in casa. In quali altri settori è diffusa l’innovazione sommersa? In quello dell’information technology con in testa le software house, ma anche nel settore dell’arredamento, dell’alimentare e in tutto quello che viene definito come agribusiness. Questo modo di operare è un vantaggio o uno svantaggio? Un vantaggio. Basti dire che le nostre aziende sono tra le poche a imporsi sui mercati internazionali con una strategia di nicchia. Il 99,9% delle imprese che hanno fatto innovazione, anche se sommersa, è sul mercato e non soffre la crisi.


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