“E’ venuto il momento di passare dalle parole ai fatti, come noi artigiane abbiamo fatto in passato e come faremo in futuro – commenta la presidente di Donne Impresa Rosa Gentile – Noi facciamo della nostra diversità di genere un valore, soprattutto per il nostro sistema. Oggi noi donne vogliamo partecipare e vogliamo che la nostra diversità aiuti a creare e a sostenere le nostre aziende e i nostri territori. Il sistema risponde laddove si sono fatti degli investimenti sulle donne che, da sole, non possono andare da nessuna parte, così come gli uomini”.
Questa affermazione conferma che oggi i riflettori sono costantemente accesi sulle donne imprenditrici, sulla loro determinazione, che le motiva e le spinge inarrestabili verso gli obiettivi che si sono prefissate, e sulla leadership femminile che le contraddistingue nella gestione dell’impresa di famiglia.
La rassegna stampa è ricca di articoli che le raccontano.
Non si tratta di parole ma di fatti, infatti l’Italia mantiene il primato in Europa per numero di imprenditrici e di lavoratrici autonome: sono ben 1.482.200 quelle registrate a marzo 2010.
Questa peculiarità viene confermata anche dal peso che assume il lavoro indipendente sul totale delle donne occupate: il 16,2% in Italia, di gran lunga superiore al 10,2% della media europea. Dunque, il lavoro autonomo è un canale privilegiato per l’accesso delle donne al mercato del lavoro, in particolare nel Centro e nel Mezzogiorno.
Sono i dati del 7° Osservatorio di Confartigianato sull’imprenditoria femminile artigiana, curato da Enrico Quintavalle e presentato con il suggestivo titolo Il rosa dopo la tempesta.
Il rapporto ha aperto la Convention di Confartigianato Donne Impresa, tenuta per la dodicesima edizione il 20 e 21 ottobre 2010 a Roma sul tema Donne e Crescita. Welfare to work: dall’idea all’impresa.
Si tratta di dati chiari e ben rappresentativi di un Paese che si rinnova, tingendosi di rosa.