Archivio per gennaio 2011

Donne imprenditrici fateci sentire la vostra voce. Raccontateci il vostro successo imprenditoriale nell’impresa di famiglia.

gennaio 28, 2011

E’ venuto il momento di passare dalle parole ai fatti, come noi artigiane abbiamo fatto in passato e come faremo in futuro – commenta la presidente di Donne Impresa Rosa GentileNoi facciamo della nostra diversità di genere un valore, soprattutto per il nostro sistema. Oggi noi donne vogliamo partecipare e vogliamo che la nostra diversità aiuti a creare e a sostenere le nostre aziende e i nostri territori. Il sistema risponde laddove si sono fatti degli investimenti sulle donne che, da sole, non possono andare da nessuna parte, così come gli uomini”.

Questa affermazione conferma che oggi i riflettori sono costantemente accesi sulle donne imprenditrici, sulla loro determinazione, che le motiva e le spinge inarrestabili verso gli obiettivi che si sono prefissate, e sulla leadership femminile che le contraddistingue nella gestione dell’impresa di famiglia.

La rassegna stampa è ricca di articoli che le raccontano.

Non si tratta di parole ma di fatti, infatti l’Italia mantiene il primato in Europa per numero di imprenditrici e di lavoratrici autonome: sono ben 1.482.200 quelle registrate a marzo 2010.

Questa peculiarità viene confermata anche dal peso che assume il lavoro indipendente sul totale delle donne occupate: il 16,2% in Italia, di gran lunga superiore al 10,2% della media europea. Dunque, il lavoro autonomo è un canale privilegiato per l’accesso delle donne al mercato del lavoro, in particolare nel Centro e nel Mezzogiorno.

Sono i dati del 7° Osservatorio di Confartigianato sull’imprenditoria femminile artigiana, curato da Enrico Quintavalle e presentato con il suggestivo titolo Il rosa dopo la tempesta.

Il rapporto ha aperto la Convention di Confartigianato Donne Impresa, tenuta per la dodicesima edizione il 20 e 21 ottobre 2010 a Roma sul tema Donne e Crescita. Welfare to work: dall’idea all’impresa.

Si tratta di dati chiari e ben rappresentativi di un Paese che si rinnova, tingendosi di rosa.

Facebook: l’esperienza di Filippo Berto di Berto salotti

gennaio 11, 2011

Come sei arrivato a creare un profilo su FB della tua azienda?qualcuno ti ha consigliato?che giovamenti hai avuto?hai riscontrato una crescita di visibilità? 

Sull’onda dell’entusiasmo per la crescita anche in italia di Facebook, nel gennaio 2009 abbiamo creato il primo gruppo Berto Salotti.

Ispirandoci a modelli già esistenti e costruendolo da autodidatti, il primo gruppo creato ha avuto un discreto successo e abbiamo potuto sperimentare direttamente le potenzialità del social network.

Sono nate le prime discussioni in merito ad argomenti nati per coinvolgere i nostri interlocutori : comfort, materiali, design.

Oltre ad un leggero aumento della visibilità abbiamo senz’altro raggiunto l’obiettivo di aprire una canale di conversazione con amici, clienti e appassionati, che in questo modo si sono avvicinati a noi in modo diretto.

Nel 2010 abbiamo sostituito il gruppo di Facebook con la pagina fan, un mezzo più flessibile per la condivisione e la comunicazione con i nostri interlocutori. Ad oggi sono oltre 900 i fan sulla pagina con una buona percentuale di interazioni, ma possiamo e volgiamo fare molto di più.

Gli imprenditori giovani,e quindi attenti alle nuove tecnologie,sono pochi,quanto incide sulla tua giornata l’uso di internet?

Sono online per buona parte della giornata per curare le mie relazioni, per comunicare, ma anche per ascoltare e informarmi.

La comunicazione online è una grande passione orami da 10 anni, mi piace seguire le innovazioni e far parte dei nuovi movimenti emergenti di network.

 E sono inoltre  tanti i miei colleghi giovani imprenditori che ne fanno parte e che sono entusiasti delle opportunità fornite dalla rete.

Grazie inoltre alle nostre spinte pionieristiche all’inizio del 2000 e ai nostri risultati siamo orgogliosi di aver trainato o trascinato grazie al nostro entusiasmo molti colleghi in questa esperienza e a fare investimenti sulla rete.

Per rivolgersi al cliente in futuro,secondo te,la strada da percorrere comprenderà sempre più questo tipo di strumenti “uccidendo” i canali tradizionali o rimarrà una complementarietà tra i due canali?

I canali tradizionali subiranno un rallentamento, alcuni, come la stampa si stanno trasformando, fornendo valide alternative sinergiche con le applicazioni mobile e con versioni online sempre più complementari al formato cartaceo.

La comunicazione è in forte evoluzione, non è facile fare previsioni, ma è certo che l’interazione tra clienti e aziende potrà solo evolversi verso un utilizzo maggiore di  web 2.0, social network e applicazioni.

link utili: www.bertosalotti.it


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