Archivio per la categoria ‘cultura familiare’

Casa Vinicola Zonin: un’eccellenza nel panorama vinicolo italiano

novembre 17, 2011

La famiglia Zonin ha origini radicate nel Veneto a Gambellara, un paese del vicentino circondato da vigneti. L’azienda, presieduta dal Cavaliere Gianni Zonin è giunta alla settima generazione ,contraddistinata sempre dal paradigma l’innovazione nella tradizione, è un punto di riferimento per il settore vinicolo in Italia. Oggi è la prima azienda italiana per estensione di superficie vitata tenendo fede al principio “ogni regione la sua tradizione, ogni regione il suo vino” e, valorizzando il vino di qualità made in Italy, cerca di fare cultura.

Francesco Zonin, Vicepresidente assieme al fratello Domenico della Casa Vinicola, è pienamente convinto che tra consumatore e produttore debba esserci un rapporto diretto per questo quando può segue personalmente le visite nelle tenute e, come in quest’occasione parla del suo mondo con grande passione confessando che “chi mette piede nel mondo del vino difficilmente ne esce perchè è troppo coinvolgente e pieno di fascino”.

 

 

 

DISTILLERIA NARDINI: una storia bicentenaria

novembre 15, 2011

Grapperia al Ponte by F. Zonta  

 

Fondata nel 1779 a Bassano del Grappa, Nardini ha saputo mantenere, nel corso degli anni, un ruolo di primo piano nel mercato nazionale legando in modo inscindibile il suo nome a quello della grappa.  Attualmente l’Azienda affronta una nuova fase di comunicazione orientata a divulgare, attraverso un linguaggio moderno, un mondo emotivo fatto di saperi antichi, tradizione e respiro internazionale. L’azienda rilegge infatti in chiave contemporanea i valori tipicamente italiani di autenticità, passione e straordinaria qualità proponendo una rinnovata immagine capace di coniugare fra loro tradizione e rinnovamento.

“Innovare nel segno della tradizione”, questo l’obiettivo di Nardini, da sempre leader nel mercato italiano delle grappe di qualità.  

Dottor Giuseppe Nardini, siete all’ottavo passaggio generazionale, una vera rarità nel panorama delle imprese di famiglia: come avete gestito questi passaggi? Quali le criticità?

Nella nostra storia bicentenaria, c’è stato un periodo molto lungo in cui le donne venivano liquidate per non allargare troppo la compagine sociale; negli ultimi decenni abbiamo aperto la possibilità di entrata in azienda anche a loro e, fino alla mia generazione non abbiamo mai avuto particolari problemi.

Negli ultimi anni però, essendosi allargata la compagine sociale alla nuova generazione, rappresentata da  quattro giovani, abbiamo valutato che soluzione adottare per gestire al meglio il prossimo passaggio generazionale. Dopo incontri e consulenze abbiamo deciso di adottare lo strumento dei Patti di Famiglia intesi come regole morali e vincolanti per tenere unito il capitale e organizzare l’ingresso dei futuri dirigenti. Qui abbiamo stabilito regole per le quote facendo in modo che rimangano sempre in mano alla famiglia e inserendo dei requisiti per chi vuole intraprendere la carriera direttiva e gestionale: la laurea, un’esperienza lavorativa in un’altra azienda e la conoscenza di una lingua straniera per garantire un minimo di competenza.

Nell’arco dei duecento anni di storia, i valori aziendali si sono dispersi?

No, anzi, con mio grande piacere ho constatato che nei giovani che lavorano con me si è molto accentuato il senso di responsabilità nei confronti dei valori che i nostri avi ci hanno tramandato.

Come avete fronteggiato la crisi? Avete mai pensato di aprire a capitali esteri o delocalizzare la produzione all’estero per crescere ?

Il periodo di crisi è stato affrontato con il continuo ammodernamento degli impianti per la produzione e distribuzione del prodotto e da un anno abbiamo deciso di sviluppare l’aspetto della comunicazione e di marketing. Sono sempre stato a favore di un’azienda ben capitalizzata ma possibilmente sempre con capitale proprio per mantenere più unito il nucelo familiare attorno all’azienda così come siamo contrari a prospettive di delocalizzazione anch perché il nostro prodotto è tipicamente italiano ed è bene che rimanga prodotto in Italia.

Foto a cura di G. Basilico e F. Zonta       www.nardini.it

 

 

COLUSSI E GALBUSERA: due strategie di business differenti per la…colazione

novembre 14, 2011

Le famiglie Colussi e Galbusera, messe a confronto da Roberta Scagliarini sul Corriere Economia del 24 ottobre 2011, rivelano le loro differenti strategie nel mercato dei biscotti.

La prima ha un approccio globale per il futuro ed è aperta verso l’estero attraverso alleanze e fusioni. A detta di Angelo Colussi, un grosso limite delle imprese di famiglia risulta essere la mentalità chiusa, l’assenza di visione strategica e l’eccesso di individualismo, per cui le aziende italiane, invece di proporsi all’estero, rischiano sempre di più di diventare prede dei fondi di investimento stranieri.

Il gruppo Colussi, nel giro di pochi anni, si è trasformato attraverso acquisizioni, ha incrementato sempre di più le esportazioni eha come prospettiva futura la ricerca di alleanze a livello continentale per mantenere fede all’approccio di Colussi: “Non ci interessa solo il mercato italiano, ci interessa il mondo”.

L’azienda è passata attraverso una ristrutturazione proprietaria inquanto,dal 2000, è nelle mani di un solo ramo della famiglia sotto forma di un’accomandita che raccoglie il presidente e i tre figli maggiorenni che stanno entrando a far parte dell’azienda sia nel consiglio di amministrazione che in funzioni aziendali diverse.

Galbusera invece, ha un approccio molto più legato al mercato nazionale e, per quanto riguarda la proprietà dell’azienda, si identifica completamente con la famiglia Galbusera che ha già passato le quote aziendali dai fondatori Mario ed Enea ai quattro figli maschi di cui uno, deceduto prematuramente, ha lasciato in dote la sua quota alla moglie e i due figli:primi rappresentanti della quarta generazione.

Sono in programma investimenti per ridurre i costi di produzione, per migliorare i processi produttivi e preservare un risultato in linea con quello dell’anno precedente aumentando i listini prezzi. A livello manageriale i Galbusera sono alla ricerca di nuovi manager.

Le due famiglie, guidate dalla terza generazione, sono quindi in forte competizione nel mercato di nicchia dei biscotti con due strategie differenti: l’una orientata verso l’estero con alleanze e fusioni, l’altra radicata in Valtellina.

LA VOCE DEI COMMERCIALISTI DELLE IMPRESE DI FAMIGLIA

settembre 23, 2011

Gli imprenditori di famiglia si rivolgono ai propri fidati Commercialisti, per affrontare problemi legati, per esempio, alla (ri)organizzazione dell’assetto societario dell’azienda di famiglia, alla gestione del patrimonio aziendale e familiare,  al  passaggio generazionale e anche alle problematiche fiscali.

Spesso il legame che si instaura tra imprenditori e Commercialisti si rafforza negli anni; talvolta la generazione che subentra alla precedente tende a mantenere con il Commercialista di famiglia un rapporto collaborativo e di fiducia.

Come è risaputo dai professionisti d’impresa, un conto è operare con le Family Business, la cui governance è fortemente influenzata dalle emozioni familiari dei suoi membri e dalla commistione del patrimonio e, un altro, è invece operare per imprese che di famiglia non sono.

Il Seminario “La giornata del Family Business”, esclusivamente dedicato alle aziende che hanno un assetto proprietario di tipo familiare, ha permesso ai professionisti di riflettere a lungo sulle peculiarità specifiche di questa tipologia aziendale e di comprendere come la ricerca e lo sviluppo di conoscenza innovativa, focalizzata sulle imprese di famiglia appunto, e prodotta dall’Associazione CERIF, costituisca uno strumento di comprensione e analisi aziendale fondamentale.

“La giornata del Family Business” si è configurato come un ricco momento riflessivo, nel corso del quale i Commercialisti hanno confermato all’Associazione CERIF che operare con le imprese di famiglia è un arduo compito, soprattutto quando si tratta di assistere l’imprenditore nella pianificazione della crescita aziendale o nella gestione del passaggio generazionale.

Molti sono i Commercialisti che, in veste di fidati consiglieri, si sono trovati a suggerire al fondatore dell’impresa di famiglia di lasciare che il proprio figlio muovesse  i primi passi non nell’azienda di famiglia bensì in un’altra, al fine di far comprendere a quest’ultimo com’è il mondo del lavoro, fuori dal contesto familiare, per così dire “protetto”; oppure per evitare che favorire il suo ingresso in azienda significasse andare contro le sue  inclinazioni e quindi innescare dinamiche fallimentari per il business di famiglia.

Saremmo lieti che i Commercialisti, che stanno leggendo questo post, possano condividere con noi e con i colleghi la propria esperienza professionale, per riflettere insieme su temi focali e destinati ad avere un peso sempre maggiore in futuro.  Si ricordi che l’80% del totale delle imprese è a conduzione familiare e che quindi parlare e confrontarsi su questo tema è fortemente significativo.

Un Commercialista ha affermato: “Le mie esperienze nelle imprese di famiglia hanno tutte una costante: c’è un problema forte di incapacità di esercitare la delega da parte della prima generazione verso la seconda o della seconda verso la terza; ciò è legato a un passaggio generazionale, apparentemente accettato, ma mai effettivamente perfezionato. L’imprenditore non riesce a comprendere che pianificare e monitorare il processo successorio è la prima cosa da fare per salvaguardare la continuità aziendale. Non si può aspettare di pianificare la successione o di affrontare altre criticità, quando si è in una situazione di emergenza, in cui manca la lucidità necessaria per affrontarle. Bisogna fare cultura per sensibilizzare l’imprenditore a pianificare il passaggio generazionale, ne è stata fatta, ma non abbastanza

Siete d’accordo? Parliamone.

Quali sono a Vostro avviso le criticità che più frequentemente un Commercialista deve affrontare quando si rapporta con le imprese di famiglia?

Si tratta forse della commistione del patrimonio familiare e aziendale oppure sono le accese e irruenti discussioni, che si scatenano in azienda, legate al diverso modo di vedere e fare business tra i familiari, che complicano per il Commercialista assistere un’impresa di famiglia?

LA GIORNATA DEL FAMILY BUSINESS

settembre 21, 2011

Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, 16 Settembre 2011 – Le imprese di famiglia in Italia costituiscono l’80% del totale delle imprese e si stimano a 2.400.000. Lo studio sul Family Business, muove dalla considerazione che  l’incidenza delle imprese di famiglia sul PIL totale delle imprese, equivalente a circa il 22,5 del PIL, può essere stimata con una percentuale vicina al 70%; le Family Business si rivelano così un potenziale di ricchezza economico estremamente significativo.

E’ fondamentale comprendere a fondo le dinamiche del Family Business, i suoi punti di forza e le sue criticità, in vista della continuità nel tempo del business familiare, tramandandolo di generazione in generazione. Da queste riflessioni il Seminario “La giornata del Family Business” trova la propria “raison d’être” e si crea il sodalizio tra l’Associazione CERIF e i professionisti d’impresa, con l’ODCEC in prima linea.

Il Prof. Claudio Devecchi, accompagnato nel Seminario da imprenditori ed esperti d’eccezione, ha condotto i partecipanti  in un affascinante percorso (in)formativo, volto alla scoperta delle dinamiche e delle peculiarità che caratterizzano le imprese di famiglia, un patrimonio da valorizzare, difendere e coltivare di generazione in generazione, impegnandosi a  superare con successo la grande sfida del passaggio generazionale

L’Osservatorio sulle imprese di famiglia – CERIF -, come il Direttore Operativo, Stefano Devecchi Bellini, ha illustrato alla platea: “dal 2005 a questa parte, si occupa di osservare, studiare e supportare le imprese di famiglia, in particolare di piccole e medie dimensioni e quindi il 90% del totale delle imprese attive. CERIF fa della ricerca la punta di diamante della propria attività e genera continuamente conoscenza innovativa da condividere con imprenditori, professionisti ed accademici in occasione di attività di formazione, come “La giornata del Family Business”.

Nel corso del Seminario “La giornata del Family Business”, grazie a Luciano Gittardi, portatore di una consolidata esperienza come consulente presso aziende di famiglia, e al General Manager Operations del Gruppo Zucchetti, Antonio Grioli, ci si è soffermati sulle problematiche e le opportunità che l’inserimento del manager porta con sé. Nel momento in cui il fondatore, o la generazione successiva, comprende di non riuscire più a presidiare il business è costretto a operare una completa revisione della propria struttura di vertice e inserire un manager esterno, capace di comprendere e gestire un maggior numero di informazioni, meccanismi di controllo interno sofisticati e, altrettanto complessi, strumenti di budgeting e reporting.

Come ha spiegato la Prof.ssa Fabiana Gatti, “Famiglia” e “Impresa di famiglia” sono due sistemi, legati da una dipendenza vicendevole, e tali che ogni modifica in uno di essi causa inevitabilmente il cambiamento dell’altro. Occorre osservare e approfondire le dinamiche che si sviluppano in seno all’impresa di famiglia, soprattutto laddove si stia pianificando o realizzando un passaggio generazionale o l’inserimento di un manager esterno alla famiglia, al fine di sviluppare uno shared dream, ossia un sogno condiviso sul Family Business, dove la divergenza non solo è accettabile ma addirittura va ricercata.

Nell’impresa di famiglia Berto Salotti il divario generazionale si è dimostrato una fonte di nuove opportunità e l’esperienza di successo illustrata dal suo Amministratore Delegato, Filippo Berto, nel corso del Seminario, ha messo in evidenza come le differenze, legate al divario generazionale, non sono state concepite come una “patologia tout court” da eliminare, bensì come un’opportunità da cogliere grazie all’introduzione del web e del digital marketing.                  

I partecipanti del Seminario “La giornata del Family Business” hanno avuto modo di approfondire e capire le potezialità di questa nuova modalità di comunicazione grazie a due cultori della materia: la Digital Strategist Paola Peretti e il Docente di Marketing dell’Università Cattolica Giovanni Covassi.

Alla luce di quanto sopracitato, il passaggio generazionale deve essere dunque trattato, attraverso un approccio olistico, ossia multi disciplinare, considerando tutti gli aspetti su cui influisce, che sono quelli psicologici, economici, legali, fiscali, organizzativi e civilistici. Massimo Lodi di UBI Trustee ha presentato nella sua relazione gli strumenti che possono essere adottati per realizzare un passaggio generazionale efficiente.

Lodi ha puntato i riflettori sull’importanza che riveste la gestione del passaggio generazionale, dato che le imprese che affrontano annualmente il problema sono circa 60.000. Affrontare questo processo significa anche discutere della gestione e dell’utilizzo del patrimonio familiare ed aziendale e nel Seminario ciò è stato fatto con Wolfram Mrowetz, Amministratore Delegato di Alisei SIM.

Un ulteriore approfondimento legato al miglioramento della gestione finanziaria nell’impresa di famiglia è stato condotto da Rossano Ruggeri, Amministratore Delegato di Argos. Nei passaggi generazionali, oltre al business, al patrimonio e alle relazioni da gestire e salvaguardare, subentra, con le suddivisioni ereditarie e le programmazioni successorie, una nuova categoria di asset class, su cui fare attenzione: l’arte. Edoardo Didero, Amministratore Delegato di ArtNetWorth, nel corso del suo intervento ha illuminato gli imprenditori, in possesso di patrimoni artistici di indiscusso valore, e i professionisti, spesso chiamati dai propri clienti per proteggere, e valorizzare beni artistici, su come grazie all’intervento di un attore super partes, è possibile conoscere il valore reale delle opere possedute ed aumentarne il grado di liquidità.

Talvolta passare il testimone o pianificare l’inserimento di un familiare nell’impresa di famiglia, significa mutare il proprio modello di business o ridefinire l’assetto organizzativo dell’impresa.

Nella giornata dedicata al Family Business, tre illustri imprenditori di famiglia, quali Veronica Squinzi, Global Development Director di Mapei, Eugenio Aringhieri, Ceo del Gruppo Dompè, e Giacomo Ponti, Direttore Generale della Family Business Ponti, hanno mostrato come l’internazionalizzazione costituisca, soprattutto per le imprese vocate al Made in Italy, un’occasione di business irrinunciabile, capace di incrementare significativamente il fatturato.

Un caloroso ringraziamento a tutti i relatori e ai partecipanti, che sono stati protagonisti e attori di un momento formativo di grande spessore, volto a valorizzare e a celebrare il Family Business.

SEMINARIO DEDICATO ALLE FAMILY BUSINESS

agosto 5, 2011

 CERIFCentro di Ricerca sulle Imprese di Famiglia

&

ODCEC – Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili

di Milano

 

PRESENTANO

 

Venerdì, 16 Settembre 2011

 

LA GIORNATA DEL FAMILY BUSINESS

 

Aula Pio XI, Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano,

Largo Gemelli, 1

 

Ore 9.00 - Registrazione dei partecipanti.

Ore 9.30 – Saluto di benvenuto.

  • a cura dell’Associazione CERIF,

Prof. Claudio Devecchi, Ordinario di Strategia e Politica Aziendale presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano; Amministratore Unico di CERIF; Presidente e Direttore Scientifico di ASAM.

  • a cura dell’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Milano,

Dott. Johannes Guigard, Consigliere Delegato ODCEC di Milano;

Dott. Flavio Paternò, Presidente della Commissione Microimprese ODCEC di Milano.

Ore 9.45 – Il Family Business e il Centro di Ricerca CERIF ad esso dedicato,

Dott. Stefano Devecchi Bellini, Direttore Operativo di CERIF.

Ore 10.00 – L’alfabeto aziendale delle Family Business,

Prof. Claudio Devecchi.

Ore 11.00 – Le dinamiche psicologiche nel Family Business: analisi e gestione delle relazioni e della comunicazione all’interno dell’impresa di famiglia,

Fabiana Gatti, Psicologa; Ricercatrice e Docente presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano.

Ore 11.45 – L’inserimento del manager nell’impresa di famiglia,        

Ing. Luciano Gittardi, esperto di Family Business;

Dott. Antonio Grioli, General Manager Operations di Zucchetti, accompagnato da un rappresentante dell’impresa di famiglia.

Ore 12.30 – Spazio riservato alle domande dei partecipanti.

Ore 12.45 – Intervallo.  

Ore 14.30 – Tavoli di lavoro aziendali.

Coordinatore:

Prof. Stefano Cordero di Montezemolo, Direttore Family Business Department presso la European School of Economics.

Il passaggio generazionale e le sue implicazioni:

  • Gli strumenti per la gestione del passaggio generazionale,                                                       

Dott. Massimo Lodi, Consigliere d’Amministrazione UBI Trustee S.A.

  • La separazione tra patrimonio familiare e aziendale,

Dott. Wolfram Mrowetz, Amministratore Delegato di Alisei SIM.

  • La perizia e la certificazione in una logica di gestione e valorizzazione del patrimonio artistico,

Dott. Edoardo Didero, Amministratore Delegato di ArtNetWorth.

Ore 15.30- L’internazionalizzazione nell’impresa di famiglia:

  • Il processo di internazionalizzazione nell’impresa di famiglia,

Dott.ssa Veronica Squinzi, Global Development Director di Mapei.

  • Il piano export e la scelta del responsabile del progetto operativo,

Dott. Eugenio Aringhieri, CEO del Gruppo Dompé.

  • L’internazionalizzazione di un’impresa vocata al Made in Italy,

Dott. Giacomo Ponti, Direttore Generale dell’impresa di famiglia Ponti.

Ore 16.30 – Come migliorare la gestione finanziaria nell’impresa di famiglia,

Dott. Rossano Ruggeri di Argos Fiduciaria e Dott. Alessandro Pacchioni di Levante Group.

Ore 17.30 – La capacità di rinnovamento nell’impresa di famiglia tra innovazione e comunicazione,

Prof.ssa Paola Peretti, Digital Strategist.

Dott. Filippo Berto, Amministratore Delegato dell’impresa di famiglia Berto Salotti.

Prof. Giovanni Covassi, Esperto di Marketing e Web Marketing.

Ore 18.30 – Spazio riservato alle domande dei partecipanti.

Ore 18.45 – Conclusioni,

Prof. Claudio Devecchi.

 

La partecipazione è gratuita.

Per perfezionare l’iscrizione è necessario:

inviare una e-mail all’indirizzo cerif@unicatt.it.

 

Associazione CERIF

Centro di Ricerca sulle Imprese di Famiglia

L’IMPRESA DI FAMIGLIA POLIFORM E IL SUO MOTTO: FIDUCIA NEI GIOVANI EREDI!

luglio 8, 2011

Poliform, fondata nel 1970 come evoluzione di un’impresa artigiana nata nel 1942, è oggi una realtà industriale tra le più significative del settore dell’arredamento internazionale.
L’azienda familiare, giunta oggi alla III° generazione, ha fatto della continua ricerca della qualità la propria missione. Così facendo è riuscita a rinnovare le proprie proposte per interpretare sempre meglio gli stili di vita e i trend contemporanei, dimostrando una profonda capacità di cogliere le esigenze e i gusti di un pubblico sempre più eterogeneo ed internazionale.

Poliform ha saputo valorizzare e dare continuità alla propria realtà familiare con l’inserimento della III° generazione della famiglia e l’obiettivo che oggi si propone è quello di conservare anche in futuro questa dimensione familiare, rendendola l’espressione di una famiglia  il cui legame con l’azienda non è mai disgiunto dalla propria vita, dalle proprie passioni e aspirazioni.

Per garantire la continuità dell’attività aziendale e familiare dunque, è fondamentale nutrire fiducia nei giovani eredi della famiglia, così che possano inserirsi in azienda e apprendere dai familiari, e da quanti diano loro l’esempio, come adempiere al meglio al proprio ruolo, per conquistarsi sul campo le vittorie aziendali.

Giovanni Anzani, CEO di Poliform e rappresentante della II° generazione della famiglia, dichiara che quest’ultima, sulla scia di quanto fatto dai fondatori, sta affrontando il nuovo passaggio generazionale, credendo fortemente nelle capacità che hanno i giovani figli e i nipoti, che un giorno saranno chiamati a prendere le redini dell’impresa di famiglia per svilupparla ulteriormente.

Porte aperte dunque ai  giovani rappresentanti della famiglia, i quali stanno dimostrando di essere animati dalla stessa grinta e passione dei propri genitori e, ancor prima, di quella dei nonni.

In Poliform, particolare attenzione si rivolge alla trasmissione dei valori aziendali e familiari, che si riassumono e si manifestano nella volontà di svolgere al meglio la propria attività, lasciandosi guidare dalla ricerca continua dell’eccellenza, la quale, come testimonia Giovanni Anzani, premia.

Per competere con successo nel mercato globale sempre più complesso e competitivo infatti, non è sufficiente impegnarsi profondamente nello svolgere il proprio lavoro, infondere in questo passione e motivazione, bensì occorre orientarsi alla ricerca, all’innovazione e lasciarsi guidare dalla creatività, insita in ognuno di noi e che attende solo di manifestarsi.

Ricerca, innovazione e creatività sono le tre parole chiave che dovrebbero guidare il pensiero e l’attività dell’imprenditore contemporaneo  in azienda, per aiutarlo a individuare nuove soluzioni, combinazioni, creazioni, e modalità operative per rinnovare la propria attività imprenditoriale.

Questo rinnovamento può anche essere promosso e diretto dai giovani eredi della famiglia, i quali grazie all’apertura mentale, all’inventiva e alle nuove competenze di cui sono portatori possono riuscire a individuare nuovi orizzonti in cui addentrarsi e nuove tendenze da seguire per sviluppare e far crescere efficacemente la propria impresa di famiglia.

IMPRESE DI FAMIGLIA CENTENARIE. IL CASO CICRESPI E I SUOI PRIMI CENTO ANNI.

aprile 11, 2011

L’impresa di famiglia Cicrespi progetta, produce, integra e garantisce assistenza di sistemi per identificazione, tracciabilità e sicurezza, di prodotti, processi e percorsi.

E’ un’azienda leader nel mondo che può contare su uomini e donne competenti, capaci e lungimiranti, che contribuiscono alla sua evoluzione e innovazione con impegno e passione.

La Cicrespi per mercato, filosofia, funzione e destino è un micromondo che ha percorso la Storia italiana.

Le diverse generazioni, che si sono susseguite nell’impresa di famiglia, si sono infatti trovate negli anni ad adeguarsi innanzi ai cambiamenti che si sono verificati e a rinnovarsi di conseguenza.

Non deve certo essere stato facile vivere e in più gestire un’azienda di famiglia nei primi anni del novecento, durante la Prima guerra mondiale, il fascismo, la Seconda guerra mondiale, la pace, il boom economico degli anni sessanta e infine nel periodo dei grandi cambiamenti epocali, in cui la tecnologia e la globalizzazione hanno portato inevitabilmente a cambiare regime e a innovarsi.

La passione e l’amore per il proprio lavoro sono i comuni denominatori che legano reciprocamente le persone in azienda e le fanno percepire come parte di un tutto indissolubile, che opera con impegno e serietà per assicurare sempre la soluzione di valore specifica per le esigenze dei clienti.

Nel 1910 Carlo Crespi e la moglie Matilde Pavesio hanno fondato la ditta Carlo Crespi & C. in un piccolo locale di via Spartaco a Milano, nella quale anche la figlia della coppia, Paola Crespi, e il marito Ugo Monticelli entreranno a lavorare.

Il fondatore Carlo Crespi era un ottimo venditore, che con la sua valigia portava, di giorno in giorno, i propri prodotti di cartoleria, legatoria e tipografia ai clienti. Il suo obiettivo era quello di rincasare la sera con la valigia vuota.

La continuità della tradizione  familiare in azienda è continuata, quando nel 1951, è entrata la terza generazione della famiglia, rappresentata da Carlo Monticelli, figlio di Ugo Monticelli e Paola Crespi.

Da questo momento in poi il nome Monticelli si lega a quello dei fondatori Crespi.

Carlo Monticelli è un giovane curioso e intelligente, che intuisce il valore dello studio e della conoscenza; è uno dei primi negli anni ’50 che si reca a Londra per apprendere la lingua inglese e a intraprendere una carriera universitaria. Il 26 giugno del 1958 Carlo Monticelli conseguirà la Laurea in Economia e Commercio, presso la prestigiosa Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano.

Nel 1979 l’impresa di famiglia Carlo Crespi & C. muta la sua denominazione in Cicrespi e si trasferisce nella nuova sede di Liscate.

Negli anni’ 80’ l’impresa di famiglia ha aperto i battenti anche alla quarta generazione dei Monticelli, con l’ingresso delle figlie di Carlo Monticelli: Chiara e Renata.

Nel 2010 è stato festeggiato il centenario dell’impresa di famiglia Cicrespi.

 

Carlo Tavecchia è l’Amministratore Delegato Programmi aziendali, Comunicazione e Immagine, Attività di Marketing della Cicrespi s.p.a. Egli cura la ricerca e lo sviluppo dell’impresa di famiglia, ponendo particolare attenzione alla ricerca di nuove opportunità e di business. In Cicrespi una particolare attenzione viene riservata alla comunicazione d’impresa e all’area del web; è nata infatti una “web-unit”, ossia un ufficio a essa appositamente dedicato.

La Cicrespi è un’impresa di famiglia con una cultura familiare e aziendale molto forte e trasmessa nel tempo alle generazioni che si susseguono. L’impresa di famiglia, giunta alla quarta generazione, conta ben cinque rappresentanti della quinta, che se in cuor loro nutriranno il desiderio di entrare e contribuire allo sviluppo di una realtà di successo potranno prendere il testimone dell’azienda e continuare la tradizione familiare.

La squadra Cicrespi  è costituita da operatori qualificati e orientati alla soluzione dei problemi del cliente con attitudine all’innovazione.

“Cosa chiederà il mercato dopodomani è difficile stabilirlo con l’attuale Information Technology e con la globalizzazione. Noi dobbiamo guardare oltre. Ho avuto la fortuna di avere conosciuto Ole Kirk Christiansen, il fondatore della Lego, azienda leader nel settore dei giocattoli, che diceva: <<Non bisogna mai perdere il controllo nei momenti di successo>>. Posso sognare per il futuro che la Cicrespi possa diventare un’azienda più internazionalizzata, più diversificata e ancora più orientata verso nuovi mercati.  Occorre valutare bene i propri collaboratori e coinvolgerli con premi di produttività, orari di lavoro flessibili e iniziative che aiutano a costruire una squadra vincente”. Carlo Monticelli

IL PASSAGGIO GENERAZIONALE DALLA A ALLA Z. TUTTO QUELLO CHE E’ NECESSARIO CONOSCERE PER ACCETTARLO E AFFRONTARLO CON SUCCESSO.

marzo 28, 2011

Giovedì 24 Marzo 2011 si è svolto  presso l’Hotel Litta Palace di Lainate, il convegno: “Il passaggio generazionale dalla A alla Z. Tutto quello che è necessario conoscere per accettarlo e affrontarlo con successo”.

Il convegno progettato e organizzato in collaborazione con l’Associazione ILAS, ha visto, nel corso della mattinata, un susseguirsi di relatori eccellenti, che hanno saputo intrattenere, con interventi di indiscusso interesse, un pubblico costituito da autorità, imprenditori di famiglia, professionisti e giornalisti.

Sono 80.000 gli imprenditori italiani che ogni anno sono coinvolti nel passaggio generazionale.

Per motivi anagrafici in Italia la generazione di imprenditori che si è affermata nell’immediato dopo guerra si trova a non poter più eludere il confronto con il momento del passaggio delle consegne, infatti il 53% delle imprese di famiglia ha imprenditori al vertice con più di 60 anni di età.

Per l’imprenditore molto spesso è la scelta dell’erede a costituire un vero problema, in quanto l’imprenditore vive con la propria impresa un rapporto generativo e ciò può portarlo a  credere che la sua figura sia insostituibile.

Gestire efficacemente e pianificare per tempo il passaggio generazionale significa viverlo come un processo che permette agli eredi di formarsi, acquisire competenze, personalità e motivazioni adeguate al ruolo che li aspetterà nell’azienda di famiglia.

L’imprenditore dovrebbe interrogarsi in merito al proprio erede, facendo attenzione a non forzare il passaggio generazionale bensì a cogliere e a comprendere quali sono le inclinazioni e gli interessi che il/la proprio/a figlio/a nutre nei confronti dell’azienda di famiglia. Talvolta sono i differenti valori radicati nelle diverse generazioni che fanno affiorare incomprensioni e difficoltà durante questo momento. Ciò va compreso e affrontato con consapevolezza e razionalità, dal momento che i valori mutano e si rinnovano implacabili, proprio come è inesorabile lo scorrere del tempo.

Nel processo successorio il risvolto psicologico riveste un’importanza notevole, sia per l’imprenditore, che si deve confrontare con il dopo, sia per gli eredi, che devono essere aiutati ad affrontare quello che può essere l’onere o l’onore della successione o della sua condivisione.

Il 50% delle imprese familiari scompare alla seconda generazione, mentre il 15% supera la terza.

Un passaggio generazionale di successo dalla II alla III generazione è testimoniato dall’impresa COLORGRAF di Lainate, in questa sede rappresentata da una brillante esponente della terza generazione che è orgogliosa di far parte dell’impresa di famiglia.

L’amore per il proprio lavoro, unito alla passione, alla voglia di fare e al desiderio di riuscire a centrare l’obiettivo prefissato, accomuna tutti gli imprenditori di famiglia e ciò si traduce in energia positiva che si diffonde in tutta l’azienda, attraverso un coinvolgente lampo che spicca nei loro occhi.

La Sig.ra Anna Nevoli è un’imprenditrice di famiglia, la cui grinta e determinazione la rendono unica nel suo genere.

I figli della Sig.ra Anna Nevoli nutrono immensa stima e fiducia nella madre e l’hanno sempre identificata come un modello da imitare.

Un ringraziamento particolare al Dott. Alberto Landonio, Sindaco della città di Lainate, che ha aperto i lavori valorizzando la ricchezza della realtà imprenditoriale radicata in Lainate.

Al Dott. Paolo Casoni, Presidente dell’Associazione ILAS, che ha focalizzato l’attenzione dei presenti sull’eccellenza di cui le imprese di famiglia sono portatrici e sull’importanza che rivestono per incidenza sul PIL nazionale.

Al Prof. Claudio Devecchi, Ordinario di Strategia e Politica Aziendale presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. Amministratore Unico di CERIF, Presidente e Direttore Scientifico di ASAM, il quale ha accesso i riflettori sulla pianificazione e la gestione del processo successorio, proponendo un intervento dal titolo “L’impresa di famiglia e l’orologio della successione. Come e quando pianificare e gestire il processo successorio”.

Alla coppia costituita dal Sig.Corrado Chiaveri e dal figlio, Ing. Riccardo Chiaveri, rappresentanti di ABA  e a quella formata dal Sig. Eugenio Leoni e dal proprio figlio, Dott. Marco Leoni, rappresentanti rispettivamente di STUDIO LEONI e di BETAM IT. Entrambe le coppie hanno portato la propria testimonianza aziendale su come hanno e stanno affrontando il passaggio generazionale.

Al Sig. Marcello Belotti, rappresentante dell’impresa di famiglia SPEDISERVICE (GRUPPO ANNA), il quale ha spiegato ai partecipanti come si è svolto il proprio passaggio generazionale.

Nel corso delle testimonianze di vita aziendale, gli sguardi, i sorrisi e le parole che padri e figli vicendevolmente si sono scambiati hanno messo in evidenza quanto le emozioni incidano e talvolta complichino i rapporti nell’impresa di famiglia.

Uno speciale ringraziamento al Dott. Massimo Maccan, Ceo di JULIUS BAER FIDUCIARIA s.r.l., il quale ha presentato con chiarezza quali sono gli strumenti a supporto del passaggio generazionale. L’intervento ha suscitato un forte interesse tra i partecipanti.

Grazie al Dott. Stefano Devecchi Bellini, Direttore Operativo di CERIF al quale è stata affidata la presentazione dell’Associazione CERIF. Egli si è focalizzato sull’importanza di disporre di un osservatorio di eccellenza per le imprese famiglia, capace di studiarle e analizzarle per supportarle durante il loro sviluppo.

LA SUCCESSIONE GENERAZIONALE

marzo 1, 2011

Tra le problematiche peculiari del Family Business la successione generazionale ricopre importanza primaria.

E’ senz’altro una delle criticità più discussa e presente nella letteratura.

Questo evento destabilizzante gli equilibri, spesso precari, esistenti tra famiglia e impresa può costituire, da un lato, una formidabile opportunità di rivitalizzazione e di rilancio dello sviluppo aziendale, ma anche, dall’altro lato, una fonte di difficoltà cruciali per le sorti dell’impresa.

La sfida cui tutte le imprese familiari sono, prima o poi, coinvolte consiste nel cogliere le opportunità e nel difendersi dalle difficoltà proprie di ogni processo successorio, in modo tale da garantire il ricambio generazionale e la continuità dell’impresa di famiglia.

La successione aziendale può essere affrontata secondo modalità di gestione differenti per grado di conflittualità, per probabilità di successo, per durata, per grado di predeterminazione e di pianificazione.

Il processo successorio dovrebbe essere adeguatamente pianificato, seguendo un approccio razionale di analisi dei fattori condizionanti e di scelta della strategia successoria.

Occorre pianificare il delicato processo della successione, utilizzare gli strumenti idonei, valutare bene tempi e fasi, individuare gli attori chiave che assicurino il successo sperato, individuare e risolvere i fattori condizionanti o limitanti la successione.

Nel momento in cui il fondatore decide di inserire i propri figli in azienda si riproduce una situazione d’inevitabile confronto tra generazioni che si concretizza nei diversi modi di agire e pensare, che può dar luogo a un rinnovamento della formula imprenditoriale.

I figli degli imprenditori di famiglia che desiderano entrare in azienda devono impegnarsi, studiare con determinazione e cercare di apprendere  con molta umiltà il mestiere da chi li ha preceduti, al fine di fare tutto il possibile per essere all’altezza della situazione al loro ingresso.

Quando ha luogo il passaggio generazionale oltre che l’azienda, passa da una generazione all’altra, la credibilità, la capacità e il nome della famiglia: i successori devono essere all’altezza delle responsabilità.

Chi dirigerà l’impresa avrà una responsabilità ulteriore a quelle sopra descritte: mantenere alta la reputazione della famiglia che nelle generazioni precedenti è stato sinonimo di qualità e garanzia.

Simona  Leggeri rappresenta la IV° generazione dell’impresa di famiglia Leggeri.

L’impresa di famiglia ha sede a Seriate (BG) e lavora da piu’ di cento anni nel settore dell’edilizia, facendosi promotrice di idee ed iniziative pionieristiche ed innovative: si è avvalsa spesso della collaborazione di architetti di fama internazionale e di artisti contemporanei, creando quella particolare simbiosi che le ha permesso di concepire opere architettoniche uniche e non stereotipate.


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