Archivio per la categoria ‘cultura familiare’

LA GIORNATA DEL FAMILY BUSINESS

settembre 21, 2011

Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, 16 Settembre 2011 – Le imprese di famiglia in Italia costituiscono l’80% del totale delle imprese e si stimano a 2.400.000. Lo studio sul Family Business, muove dalla considerazione che  l’incidenza delle imprese di famiglia sul PIL totale delle imprese, equivalente a circa il 22,5 del PIL, può essere stimata con una percentuale vicina al 70%; le Family Business si rivelano così un potenziale di ricchezza economico estremamente significativo.

E’ fondamentale comprendere a fondo le dinamiche del Family Business, i suoi punti di forza e le sue criticità, in vista della continuità nel tempo del business familiare, tramandandolo di generazione in generazione. Da queste riflessioni il Seminario “La giornata del Family Business” trova la propria “raison d’être” e si crea il sodalizio tra l’Associazione CERIF e i professionisti d’impresa, con l’ODCEC in prima linea.

Il Prof. Claudio Devecchi, accompagnato nel Seminario da imprenditori ed esperti d’eccezione, ha condotto i partecipanti  in un affascinante percorso (in)formativo, volto alla scoperta delle dinamiche e delle peculiarità che caratterizzano le imprese di famiglia, un patrimonio da valorizzare, difendere e coltivare di generazione in generazione, impegnandosi a  superare con successo la grande sfida del passaggio generazionale

L’Osservatorio sulle imprese di famiglia – CERIF -, come il Direttore Operativo, Stefano Devecchi Bellini, ha illustrato alla platea: “dal 2005 a questa parte, si occupa di osservare, studiare e supportare le imprese di famiglia, in particolare di piccole e medie dimensioni e quindi il 90% del totale delle imprese attive. CERIF fa della ricerca la punta di diamante della propria attività e genera continuamente conoscenza innovativa da condividere con imprenditori, professionisti ed accademici in occasione di attività di formazione, come “La giornata del Family Business”.

Nel corso del Seminario “La giornata del Family Business”, grazie a Luciano Gittardi, portatore di una consolidata esperienza come consulente presso aziende di famiglia, e al General Manager Operations del Gruppo Zucchetti, Antonio Grioli, ci si è soffermati sulle problematiche e le opportunità che l’inserimento del manager porta con sé. Nel momento in cui il fondatore, o la generazione successiva, comprende di non riuscire più a presidiare il business è costretto a operare una completa revisione della propria struttura di vertice e inserire un manager esterno, capace di comprendere e gestire un maggior numero di informazioni, meccanismi di controllo interno sofisticati e, altrettanto complessi, strumenti di budgeting e reporting.

Come ha spiegato la Prof.ssa Fabiana Gatti, “Famiglia” e “Impresa di famiglia” sono due sistemi, legati da una dipendenza vicendevole, e tali che ogni modifica in uno di essi causa inevitabilmente il cambiamento dell’altro. Occorre osservare e approfondire le dinamiche che si sviluppano in seno all’impresa di famiglia, soprattutto laddove si stia pianificando o realizzando un passaggio generazionale o l’inserimento di un manager esterno alla famiglia, al fine di sviluppare uno shared dream, ossia un sogno condiviso sul Family Business, dove la divergenza non solo è accettabile ma addirittura va ricercata.

Nell’impresa di famiglia Berto Salotti il divario generazionale si è dimostrato una fonte di nuove opportunità e l’esperienza di successo illustrata dal suo Amministratore Delegato, Filippo Berto, nel corso del Seminario, ha messo in evidenza come le differenze, legate al divario generazionale, non sono state concepite come una “patologia tout court” da eliminare, bensì come un’opportunità da cogliere grazie all’introduzione del web e del digital marketing.                  

I partecipanti del Seminario “La giornata del Family Business” hanno avuto modo di approfondire e capire le potezialità di questa nuova modalità di comunicazione grazie a due cultori della materia: la Digital Strategist Paola Peretti e il Docente di Marketing dell’Università Cattolica Giovanni Covassi.

Alla luce di quanto sopracitato, il passaggio generazionale deve essere dunque trattato, attraverso un approccio olistico, ossia multi disciplinare, considerando tutti gli aspetti su cui influisce, che sono quelli psicologici, economici, legali, fiscali, organizzativi e civilistici. Massimo Lodi di UBI Trustee ha presentato nella sua relazione gli strumenti che possono essere adottati per realizzare un passaggio generazionale efficiente.

Lodi ha puntato i riflettori sull’importanza che riveste la gestione del passaggio generazionale, dato che le imprese che affrontano annualmente il problema sono circa 60.000. Affrontare questo processo significa anche discutere della gestione e dell’utilizzo del patrimonio familiare ed aziendale e nel Seminario ciò è stato fatto con Wolfram Mrowetz, Amministratore Delegato di Alisei SIM.

Un ulteriore approfondimento legato al miglioramento della gestione finanziaria nell’impresa di famiglia è stato condotto da Rossano Ruggeri, Amministratore Delegato di Argos. Nei passaggi generazionali, oltre al business, al patrimonio e alle relazioni da gestire e salvaguardare, subentra, con le suddivisioni ereditarie e le programmazioni successorie, una nuova categoria di asset class, su cui fare attenzione: l’arte. Edoardo Didero, Amministratore Delegato di ArtNetWorth, nel corso del suo intervento ha illuminato gli imprenditori, in possesso di patrimoni artistici di indiscusso valore, e i professionisti, spesso chiamati dai propri clienti per proteggere, e valorizzare beni artistici, su come grazie all’intervento di un attore super partes, è possibile conoscere il valore reale delle opere possedute ed aumentarne il grado di liquidità.

Talvolta passare il testimone o pianificare l’inserimento di un familiare nell’impresa di famiglia, significa mutare il proprio modello di business o ridefinire l’assetto organizzativo dell’impresa.

Nella giornata dedicata al Family Business, tre illustri imprenditori di famiglia, quali Veronica Squinzi, Global Development Director di Mapei, Eugenio Aringhieri, Ceo del Gruppo Dompè, e Giacomo Ponti, Direttore Generale della Family Business Ponti, hanno mostrato come l’internazionalizzazione costituisca, soprattutto per le imprese vocate al Made in Italy, un’occasione di business irrinunciabile, capace di incrementare significativamente il fatturato.

Un caloroso ringraziamento a tutti i relatori e ai partecipanti, che sono stati protagonisti e attori di un momento formativo di grande spessore, volto a valorizzare e a celebrare il Family Business.

SEMINARIO DEDICATO ALLE FAMILY BUSINESS

agosto 5, 2011

 CERIFCentro di Ricerca sulle Imprese di Famiglia

&

ODCEC – Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili

di Milano

 

PRESENTANO

 

Venerdì, 16 Settembre 2011

 

LA GIORNATA DEL FAMILY BUSINESS

 

Aula Pio XI, Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano,

Largo Gemelli, 1

 

Ore 9.00 - Registrazione dei partecipanti.

Ore 9.30 – Saluto di benvenuto.

  • a cura dell’Associazione CERIF,

Prof. Claudio Devecchi, Ordinario di Strategia e Politica Aziendale presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano; Amministratore Unico di CERIF; Presidente e Direttore Scientifico di ASAM.

  • a cura dell’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Milano,

Dott. Johannes Guigard, Consigliere Delegato ODCEC di Milano;

Dott. Flavio Paternò, Presidente della Commissione Microimprese ODCEC di Milano.

Ore 9.45 – Il Family Business e il Centro di Ricerca CERIF ad esso dedicato,

Dott. Stefano Devecchi Bellini, Direttore Operativo di CERIF.

Ore 10.00 – L’alfabeto aziendale delle Family Business,

Prof. Claudio Devecchi.

Ore 11.00 – Le dinamiche psicologiche nel Family Business: analisi e gestione delle relazioni e della comunicazione all’interno dell’impresa di famiglia,

Fabiana Gatti, Psicologa; Ricercatrice e Docente presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano.

Ore 11.45 – L’inserimento del manager nell’impresa di famiglia,        

Ing. Luciano Gittardi, esperto di Family Business;

Dott. Antonio Grioli, General Manager Operations di Zucchetti, accompagnato da un rappresentante dell’impresa di famiglia.

Ore 12.30 – Spazio riservato alle domande dei partecipanti.

Ore 12.45 – Intervallo.  

Ore 14.30 – Tavoli di lavoro aziendali.

Coordinatore:

Prof. Stefano Cordero di Montezemolo, Direttore Family Business Department presso la European School of Economics.

Il passaggio generazionale e le sue implicazioni:

  • Gli strumenti per la gestione del passaggio generazionale,                                                       

Dott. Massimo Lodi, Consigliere d’Amministrazione UBI Trustee S.A.

  • La separazione tra patrimonio familiare e aziendale,

Dott. Wolfram Mrowetz, Amministratore Delegato di Alisei SIM.

  • La perizia e la certificazione in una logica di gestione e valorizzazione del patrimonio artistico,

Dott. Edoardo Didero, Amministratore Delegato di ArtNetWorth.

Ore 15.30- L’internazionalizzazione nell’impresa di famiglia:

  • Il processo di internazionalizzazione nell’impresa di famiglia,

Dott.ssa Veronica Squinzi, Global Development Director di Mapei.

  • Il piano export e la scelta del responsabile del progetto operativo,

Dott. Eugenio Aringhieri, CEO del Gruppo Dompé.

  • L’internazionalizzazione di un’impresa vocata al Made in Italy,

Dott. Giacomo Ponti, Direttore Generale dell’impresa di famiglia Ponti.

Ore 16.30 – Come migliorare la gestione finanziaria nell’impresa di famiglia,

Dott. Rossano Ruggeri di Argos Fiduciaria e Dott. Alessandro Pacchioni di Levante Group.

Ore 17.30 – La capacità di rinnovamento nell’impresa di famiglia tra innovazione e comunicazione,

Prof.ssa Paola Peretti, Digital Strategist.

Dott. Filippo Berto, Amministratore Delegato dell’impresa di famiglia Berto Salotti.

Prof. Giovanni Covassi, Esperto di Marketing e Web Marketing.

Ore 18.30 – Spazio riservato alle domande dei partecipanti.

Ore 18.45 – Conclusioni,

Prof. Claudio Devecchi.

 

La partecipazione è gratuita.

Per perfezionare l’iscrizione è necessario:

inviare una e-mail all’indirizzo cerif@unicatt.it.

 

Associazione CERIF

Centro di Ricerca sulle Imprese di Famiglia

L’IMPRESA DI FAMIGLIA POLIFORM E IL SUO MOTTO: FIDUCIA NEI GIOVANI EREDI!

luglio 8, 2011

Poliform, fondata nel 1970 come evoluzione di un’impresa artigiana nata nel 1942, è oggi una realtà industriale tra le più significative del settore dell’arredamento internazionale.
L’azienda familiare, giunta oggi alla III° generazione, ha fatto della continua ricerca della qualità la propria missione. Così facendo è riuscita a rinnovare le proprie proposte per interpretare sempre meglio gli stili di vita e i trend contemporanei, dimostrando una profonda capacità di cogliere le esigenze e i gusti di un pubblico sempre più eterogeneo ed internazionale.

Poliform ha saputo valorizzare e dare continuità alla propria realtà familiare con l’inserimento della III° generazione della famiglia e l’obiettivo che oggi si propone è quello di conservare anche in futuro questa dimensione familiare, rendendola l’espressione di una famiglia  il cui legame con l’azienda non è mai disgiunto dalla propria vita, dalle proprie passioni e aspirazioni.

Per garantire la continuità dell’attività aziendale e familiare dunque, è fondamentale nutrire fiducia nei giovani eredi della famiglia, così che possano inserirsi in azienda e apprendere dai familiari, e da quanti diano loro l’esempio, come adempiere al meglio al proprio ruolo, per conquistarsi sul campo le vittorie aziendali.

Giovanni Anzani, CEO di Poliform e rappresentante della II° generazione della famiglia, dichiara che quest’ultima, sulla scia di quanto fatto dai fondatori, sta affrontando il nuovo passaggio generazionale, credendo fortemente nelle capacità che hanno i giovani figli e i nipoti, che un giorno saranno chiamati a prendere le redini dell’impresa di famiglia per svilupparla ulteriormente.

Porte aperte dunque ai  giovani rappresentanti della famiglia, i quali stanno dimostrando di essere animati dalla stessa grinta e passione dei propri genitori e, ancor prima, di quella dei nonni.

In Poliform, particolare attenzione si rivolge alla trasmissione dei valori aziendali e familiari, che si riassumono e si manifestano nella volontà di svolgere al meglio la propria attività, lasciandosi guidare dalla ricerca continua dell’eccellenza, la quale, come testimonia Giovanni Anzani, premia.

Per competere con successo nel mercato globale sempre più complesso e competitivo infatti, non è sufficiente impegnarsi profondamente nello svolgere il proprio lavoro, infondere in questo passione e motivazione, bensì occorre orientarsi alla ricerca, all’innovazione e lasciarsi guidare dalla creatività, insita in ognuno di noi e che attende solo di manifestarsi.

Ricerca, innovazione e creatività sono le tre parole chiave che dovrebbero guidare il pensiero e l’attività dell’imprenditore contemporaneo  in azienda, per aiutarlo a individuare nuove soluzioni, combinazioni, creazioni, e modalità operative per rinnovare la propria attività imprenditoriale.

Questo rinnovamento può anche essere promosso e diretto dai giovani eredi della famiglia, i quali grazie all’apertura mentale, all’inventiva e alle nuove competenze di cui sono portatori possono riuscire a individuare nuovi orizzonti in cui addentrarsi e nuove tendenze da seguire per sviluppare e far crescere efficacemente la propria impresa di famiglia.

IMPRESE DI FAMIGLIA CENTENARIE. IL CASO CICRESPI E I SUOI PRIMI CENTO ANNI.

aprile 11, 2011

L’impresa di famiglia Cicrespi progetta, produce, integra e garantisce assistenza di sistemi per identificazione, tracciabilità e sicurezza, di prodotti, processi e percorsi.

E’ un’azienda leader nel mondo che può contare su uomini e donne competenti, capaci e lungimiranti, che contribuiscono alla sua evoluzione e innovazione con impegno e passione.

La Cicrespi per mercato, filosofia, funzione e destino è un micromondo che ha percorso la Storia italiana.

Le diverse generazioni, che si sono susseguite nell’impresa di famiglia, si sono infatti trovate negli anni ad adeguarsi innanzi ai cambiamenti che si sono verificati e a rinnovarsi di conseguenza.

Non deve certo essere stato facile vivere e in più gestire un’azienda di famiglia nei primi anni del novecento, durante la Prima guerra mondiale, il fascismo, la Seconda guerra mondiale, la pace, il boom economico degli anni sessanta e infine nel periodo dei grandi cambiamenti epocali, in cui la tecnologia e la globalizzazione hanno portato inevitabilmente a cambiare regime e a innovarsi.

La passione e l’amore per il proprio lavoro sono i comuni denominatori che legano reciprocamente le persone in azienda e le fanno percepire come parte di un tutto indissolubile, che opera con impegno e serietà per assicurare sempre la soluzione di valore specifica per le esigenze dei clienti.

Nel 1910 Carlo Crespi e la moglie Matilde Pavesio hanno fondato la ditta Carlo Crespi & C. in un piccolo locale di via Spartaco a Milano, nella quale anche la figlia della coppia, Paola Crespi, e il marito Ugo Monticelli entreranno a lavorare.

Il fondatore Carlo Crespi era un ottimo venditore, che con la sua valigia portava, di giorno in giorno, i propri prodotti di cartoleria, legatoria e tipografia ai clienti. Il suo obiettivo era quello di rincasare la sera con la valigia vuota.

La continuità della tradizione  familiare in azienda è continuata, quando nel 1951, è entrata la terza generazione della famiglia, rappresentata da Carlo Monticelli, figlio di Ugo Monticelli e Paola Crespi.

Da questo momento in poi il nome Monticelli si lega a quello dei fondatori Crespi.

Carlo Monticelli è un giovane curioso e intelligente, che intuisce il valore dello studio e della conoscenza; è uno dei primi negli anni ’50 che si reca a Londra per apprendere la lingua inglese e a intraprendere una carriera universitaria. Il 26 giugno del 1958 Carlo Monticelli conseguirà la Laurea in Economia e Commercio, presso la prestigiosa Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano.

Nel 1979 l’impresa di famiglia Carlo Crespi & C. muta la sua denominazione in Cicrespi e si trasferisce nella nuova sede di Liscate.

Negli anni’ 80’ l’impresa di famiglia ha aperto i battenti anche alla quarta generazione dei Monticelli, con l’ingresso delle figlie di Carlo Monticelli: Chiara e Renata.

Nel 2010 è stato festeggiato il centenario dell’impresa di famiglia Cicrespi.

 

Carlo Tavecchia è l’Amministratore Delegato Programmi aziendali, Comunicazione e Immagine, Attività di Marketing della Cicrespi s.p.a. Egli cura la ricerca e lo sviluppo dell’impresa di famiglia, ponendo particolare attenzione alla ricerca di nuove opportunità e di business. In Cicrespi una particolare attenzione viene riservata alla comunicazione d’impresa e all’area del web; è nata infatti una “web-unit”, ossia un ufficio a essa appositamente dedicato.

La Cicrespi è un’impresa di famiglia con una cultura familiare e aziendale molto forte e trasmessa nel tempo alle generazioni che si susseguono. L’impresa di famiglia, giunta alla quarta generazione, conta ben cinque rappresentanti della quinta, che se in cuor loro nutriranno il desiderio di entrare e contribuire allo sviluppo di una realtà di successo potranno prendere il testimone dell’azienda e continuare la tradizione familiare.

La squadra Cicrespi  è costituita da operatori qualificati e orientati alla soluzione dei problemi del cliente con attitudine all’innovazione.

“Cosa chiederà il mercato dopodomani è difficile stabilirlo con l’attuale Information Technology e con la globalizzazione. Noi dobbiamo guardare oltre. Ho avuto la fortuna di avere conosciuto Ole Kirk Christiansen, il fondatore della Lego, azienda leader nel settore dei giocattoli, che diceva: <<Non bisogna mai perdere il controllo nei momenti di successo>>. Posso sognare per il futuro che la Cicrespi possa diventare un’azienda più internazionalizzata, più diversificata e ancora più orientata verso nuovi mercati.  Occorre valutare bene i propri collaboratori e coinvolgerli con premi di produttività, orari di lavoro flessibili e iniziative che aiutano a costruire una squadra vincente”. Carlo Monticelli

IL PASSAGGIO GENERAZIONALE DALLA A ALLA Z. TUTTO QUELLO CHE E’ NECESSARIO CONOSCERE PER ACCETTARLO E AFFRONTARLO CON SUCCESSO.

marzo 28, 2011

Giovedì 24 Marzo 2011 si è svolto  presso l’Hotel Litta Palace di Lainate, il convegno: “Il passaggio generazionale dalla A alla Z. Tutto quello che è necessario conoscere per accettarlo e affrontarlo con successo”.

Il convegno progettato e organizzato in collaborazione con l’Associazione ILAS, ha visto, nel corso della mattinata, un susseguirsi di relatori eccellenti, che hanno saputo intrattenere, con interventi di indiscusso interesse, un pubblico costituito da autorità, imprenditori di famiglia, professionisti e giornalisti.

Sono 80.000 gli imprenditori italiani che ogni anno sono coinvolti nel passaggio generazionale.

Per motivi anagrafici in Italia la generazione di imprenditori che si è affermata nell’immediato dopo guerra si trova a non poter più eludere il confronto con il momento del passaggio delle consegne, infatti il 53% delle imprese di famiglia ha imprenditori al vertice con più di 60 anni di età.

Per l’imprenditore molto spesso è la scelta dell’erede a costituire un vero problema, in quanto l’imprenditore vive con la propria impresa un rapporto generativo e ciò può portarlo a  credere che la sua figura sia insostituibile.

Gestire efficacemente e pianificare per tempo il passaggio generazionale significa viverlo come un processo che permette agli eredi di formarsi, acquisire competenze, personalità e motivazioni adeguate al ruolo che li aspetterà nell’azienda di famiglia.

L’imprenditore dovrebbe interrogarsi in merito al proprio erede, facendo attenzione a non forzare il passaggio generazionale bensì a cogliere e a comprendere quali sono le inclinazioni e gli interessi che il/la proprio/a figlio/a nutre nei confronti dell’azienda di famiglia. Talvolta sono i differenti valori radicati nelle diverse generazioni che fanno affiorare incomprensioni e difficoltà durante questo momento. Ciò va compreso e affrontato con consapevolezza e razionalità, dal momento che i valori mutano e si rinnovano implacabili, proprio come è inesorabile lo scorrere del tempo.

Nel processo successorio il risvolto psicologico riveste un’importanza notevole, sia per l’imprenditore, che si deve confrontare con il dopo, sia per gli eredi, che devono essere aiutati ad affrontare quello che può essere l’onere o l’onore della successione o della sua condivisione.

Il 50% delle imprese familiari scompare alla seconda generazione, mentre il 15% supera la terza.

Un passaggio generazionale di successo dalla II alla III generazione è testimoniato dall’impresa COLORGRAF di Lainate, in questa sede rappresentata da una brillante esponente della terza generazione che è orgogliosa di far parte dell’impresa di famiglia.

L’amore per il proprio lavoro, unito alla passione, alla voglia di fare e al desiderio di riuscire a centrare l’obiettivo prefissato, accomuna tutti gli imprenditori di famiglia e ciò si traduce in energia positiva che si diffonde in tutta l’azienda, attraverso un coinvolgente lampo che spicca nei loro occhi.

La Sig.ra Anna Nevoli è un’imprenditrice di famiglia, la cui grinta e determinazione la rendono unica nel suo genere.

I figli della Sig.ra Anna Nevoli nutrono immensa stima e fiducia nella madre e l’hanno sempre identificata come un modello da imitare.

Un ringraziamento particolare al Dott. Alberto Landonio, Sindaco della città di Lainate, che ha aperto i lavori valorizzando la ricchezza della realtà imprenditoriale radicata in Lainate.

Al Dott. Paolo Casoni, Presidente dell’Associazione ILAS, che ha focalizzato l’attenzione dei presenti sull’eccellenza di cui le imprese di famiglia sono portatrici e sull’importanza che rivestono per incidenza sul PIL nazionale.

Al Prof. Claudio Devecchi, Ordinario di Strategia e Politica Aziendale presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. Amministratore Unico di CERIF, Presidente e Direttore Scientifico di ASAM, il quale ha accesso i riflettori sulla pianificazione e la gestione del processo successorio, proponendo un intervento dal titolo “L’impresa di famiglia e l’orologio della successione. Come e quando pianificare e gestire il processo successorio”.

Alla coppia costituita dal Sig.Corrado Chiaveri e dal figlio, Ing. Riccardo Chiaveri, rappresentanti di ABA  e a quella formata dal Sig. Eugenio Leoni e dal proprio figlio, Dott. Marco Leoni, rappresentanti rispettivamente di STUDIO LEONI e di BETAM IT. Entrambe le coppie hanno portato la propria testimonianza aziendale su come hanno e stanno affrontando il passaggio generazionale.

Al Sig. Marcello Belotti, rappresentante dell’impresa di famiglia SPEDISERVICE (GRUPPO ANNA), il quale ha spiegato ai partecipanti come si è svolto il proprio passaggio generazionale.

Nel corso delle testimonianze di vita aziendale, gli sguardi, i sorrisi e le parole che padri e figli vicendevolmente si sono scambiati hanno messo in evidenza quanto le emozioni incidano e talvolta complichino i rapporti nell’impresa di famiglia.

Uno speciale ringraziamento al Dott. Massimo Maccan, Ceo di JULIUS BAER FIDUCIARIA s.r.l., il quale ha presentato con chiarezza quali sono gli strumenti a supporto del passaggio generazionale. L’intervento ha suscitato un forte interesse tra i partecipanti.

Grazie al Dott. Stefano Devecchi Bellini, Direttore Operativo di CERIF al quale è stata affidata la presentazione dell’Associazione CERIF. Egli si è focalizzato sull’importanza di disporre di un osservatorio di eccellenza per le imprese famiglia, capace di studiarle e analizzarle per supportarle durante il loro sviluppo.

LA SUCCESSIONE GENERAZIONALE

marzo 1, 2011

Tra le problematiche peculiari del Family Business la successione generazionale ricopre importanza primaria.

E’ senz’altro una delle criticità più discussa e presente nella letteratura.

Questo evento destabilizzante gli equilibri, spesso precari, esistenti tra famiglia e impresa può costituire, da un lato, una formidabile opportunità di rivitalizzazione e di rilancio dello sviluppo aziendale, ma anche, dall’altro lato, una fonte di difficoltà cruciali per le sorti dell’impresa.

La sfida cui tutte le imprese familiari sono, prima o poi, coinvolte consiste nel cogliere le opportunità e nel difendersi dalle difficoltà proprie di ogni processo successorio, in modo tale da garantire il ricambio generazionale e la continuità dell’impresa di famiglia.

La successione aziendale può essere affrontata secondo modalità di gestione differenti per grado di conflittualità, per probabilità di successo, per durata, per grado di predeterminazione e di pianificazione.

Il processo successorio dovrebbe essere adeguatamente pianificato, seguendo un approccio razionale di analisi dei fattori condizionanti e di scelta della strategia successoria.

Occorre pianificare il delicato processo della successione, utilizzare gli strumenti idonei, valutare bene tempi e fasi, individuare gli attori chiave che assicurino il successo sperato, individuare e risolvere i fattori condizionanti o limitanti la successione.

Nel momento in cui il fondatore decide di inserire i propri figli in azienda si riproduce una situazione d’inevitabile confronto tra generazioni che si concretizza nei diversi modi di agire e pensare, che può dar luogo a un rinnovamento della formula imprenditoriale.

I figli degli imprenditori di famiglia che desiderano entrare in azienda devono impegnarsi, studiare con determinazione e cercare di apprendere  con molta umiltà il mestiere da chi li ha preceduti, al fine di fare tutto il possibile per essere all’altezza della situazione al loro ingresso.

Quando ha luogo il passaggio generazionale oltre che l’azienda, passa da una generazione all’altra, la credibilità, la capacità e il nome della famiglia: i successori devono essere all’altezza delle responsabilità.

Chi dirigerà l’impresa avrà una responsabilità ulteriore a quelle sopra descritte: mantenere alta la reputazione della famiglia che nelle generazioni precedenti è stato sinonimo di qualità e garanzia.

Simona  Leggeri rappresenta la IV° generazione dell’impresa di famiglia Leggeri.

L’impresa di famiglia ha sede a Seriate (BG) e lavora da piu’ di cento anni nel settore dell’edilizia, facendosi promotrice di idee ed iniziative pionieristiche ed innovative: si è avvalsa spesso della collaborazione di architetti di fama internazionale e di artisti contemporanei, creando quella particolare simbiosi che le ha permesso di concepire opere architettoniche uniche e non stereotipate.

ELEMENTI DI CRITICITA’ DELLE FAMILY BUSINESS ANCHE CON RIGUARDO ALLE ESIGENZE DI SOSTENIBILITA’ DEI LORO ASSETTI PROPRIETARI

febbraio 25, 2011

Mercoledì, 23 Febbraio 2011 si è tenuto il convegno “Elementi di criticità delle Family Business anche con riguardo alle esigenze di sostenibilità dei loro assetti proprietari”, presso la Cripta dell’Aula Magna dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano.

Il convegno, organizzato dall’Associazione CERIF,  in linea con lo stile della casa si è concentrato sulle problematiche e le opportunità che le Family Business devono percepire, comprendere e gestire per evolvere nel miglior modo.

Il Prof. Claudio Devecchi, Ordinario di Strategia e Politica Aziendale presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. Amministratore Unico di CERIF e Direttore Scientifico di ASAM, ha aperto i lavori dando il benvenuto agli imprenditori di famiglia e ai professionisti presenti in sala.

A seguire il Dott. Stefano Devecchi Bellini, Direttore Operativo di CERIF, ha portato all’attenzione dei presenti l’Associazione CERIF, che riunisce le imprese di famiglia e si configura come un qualificato punto di riferimento per gli imprenditori e gli operatori di questo settore dell’economia italiana.

La presentazione della freschissima ricerca “Problemi, criticità e prospettive dell’impresa di famiglia” (Dicembre 2010), tenuta dal Prof. Claudio Devecchi, ha suscitato un grandissimo interesse da parte dei presenti, i quali hanno ascoltato attenti, appuntandosi dati e contenuti inediti su cui riflettere.

La ricerca ha messo in luce le criticità che le imprese di famiglia italiane hanno percepito e che si trovano ad affrontare con consapevolezza.

Tra i problemi emersi come maggiormente percepiti: il “Rinnovamento della formula imprenditoriale”, rilevato dal 75% del campione intervistato, la “Gestione della successione e della continuazione”, riscontrato come un problema rilevante per il 50% degli intervistati, la “(Ri)Organizzazione dell’assetto societario”, considerato altamente problematico per l’83% dei partecipanti alla ricerca e il “Rischio sistemico”, che per il 92% degli imprenditori di famiglia è un problema da affrontare.

In particolare il “Rischio sistemico”, percepito come allarmante dal 92% del campione intervistato, rappresenta il rischio correlato all’andamento generale del settore, o del comparto di appartenenza; affrontarlo significa prendere consapevolezza dell’esistenza del problema e svolgere costantemente un monitoraggio dei fattori esterni che influenzano l’impresa.

Un ringraziamento particolare ai relatori presenti, i quali con i loro interventi hanno portato la propria testimonianza di vita aziendale e professionale, che ha permesso ai partecipanti di riflettere e confrontarsi sulle tematiche che quotidianamente si vivono nell’impresa di famiglia.

Un caro ringraziamento al Sig. Giovanni Anzani, Ceo di POLIFORM, alla Dott.ssa Simona Leggeri rappresentante dell’impresa di famiglia LEGGERI e al Dott. Marco Zucconi in rappresentanza della ZUCCONI & C.

E’ stato un convegno ricco di contenuti e anche portavoce di un forte messaggio di incoraggiamento per il futuro delle imprese familiari italiane.

Infatti, in occasione della tavola rotonda “Quale futuro per le imprese familiari italiane?”, è stato possibile, per i presenti in sala, arricchirsi di preziosi consigli al fine di indirizzare al meglio il futuro sviluppo dell’impresa di famiglia.

La tavola rotonda è stata moderata dal brillante Roberto Bonzio, giornalista Reuters e autore del progetto multimediale Italiani di Frontiera, e ha visto la partecipazione dell’imprenditore Dott. Filippo Berto, giovane rappresentante dell’impresa di famiglia BERTO SALOTTI e di professionisti di elevato standing come il Dott. Marco Cravesana, partner di EQUITY & CHALLENGE, e il Dott. Marco Moreschi, Direttore Generale della BANCA CENTROPADANA di CREDITO COOPERATIVO di Lodi.

Un sentito ringraziamento al Prof. Sergio De Angeli, già Ordinario di Economia delle Aziende di Credito presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano e Senior Consultant CERIF, che ha contributo con impegno e collaborazione alla buona riuscita del convegno.

Grazie agli imprenditori e ai professionisti che hanno assistito al convegno e che entusiasti e orgogliosi di rappresentare la propria impresa di famiglia hanno portato la loro testimonianza aziendale in un’esclusiva intervista.          

          

                                      

INTERVISTA A EGIDIO ALAGIA

febbraio 21, 2011

Crescono i figli degli imprenditori di famiglia e, con impegno, buona volontà e un bagaglio culturale di tutto rispetto, fanno il proprio ingresso nell’impresa di famiglia.

Egidio Alagia racconta il suo inserimento nell’azienda di famiglia TIEMME s.r.l.

L’impresa di famiglia TIEMME nasce con Biagio Alagia, erede della passione paterna per la natura e fautore del progetto TIEMME. Seguendo le orme del padre, che ha dedicato la sua vita alla cura dei boschi, Biagio Alagia a 18 anni ha scelto un antico mestiere, quello del boscaiolo, occupandosi della manutenzione e del taglio dei boschi, della potatura delle piante e della vendita del legname da ardere. Nei primi anni ‘80 Biagio Alagia incontra Maria Temporiti, la “signora TIEMME”, che ne diventa compagna di vita e di lavoro e, nel 1985, fondano insieme TIEMME.

Egidio Alagia, con una Laurea triennale in Economia e Gestione Aziendale e una specialistica in Management per l’Impresa, entra nell’impresa di famiglia nel settembre 2009 occupandosi del Sistema di Gestione per la Qualità (certificato UNI EN ISO 9001:2008) e dell’area Commerciale (nuovo website, gare d’appalto, marketing…)

Durante la primavera 2010, dopo la Laurea, ha iniziato a seguire il Sistema di Gestione Ambientale (certificato UNI EN ISO 14001:2004) e, dal settembre delle stesso anno, cura anche la parte relativa al Sistema di Gestione della tutela della Salute e della Sicurezza nei luoghi di Lavoro che verrà presto certificato BSI OHSAS 18001:2007.

Oggi, oltre alle certificazioni per la Qualità, l’Ambiente e la Sicurezza, segue l’area Commerciale con particolare attenzione al website, canali di promozione e network, marketing e public relations con un occhio sempre vigile rivolto alle nuove possibilità di business.

La famiglia Alagia da oltre 25 anni offre servizi per il Verde e l’Ambiente, mettendo a disposizione soluzioni innovative per Clienti Pubblici e Privati. Un successo in continua crescita, grazie al costante sviluppo delle loro attività in ogni loro aspetto; questo è stato possibile grazie al miglioramento continuo dei processi di gestione, volti ad offrire ai propri Clienti servizi su misura alle loro esigenze.

L’incoraggiamento di Egidio rivolto a tutti coloro che si preparano a entrare nel mondo del lavoro.

Grazie Egidio!

Innovativo Seminario: come gestire l’arrivo della nuova generazione in azienda?

maggio 17, 2009

L’associazione CERIF, CEntro di Ricerca sulle Imprese di Famiglia dell’Università Cattolica di Milano è lieta di proporre un evento speciale intitolato l’ “Arrivo della Nuova Generazione. L’impatto sulle persone e sul business.”

Sarà possibile partecipare a questo speciale corso che si terrà nell’ Autunno 2009, ancora in data da definirsi, presso l’agriturismo “La Tavola Rotonda” a Cortemaggiore (PC); una full immersion di tre giorni organizzata per favorire un’analisi approfondita della propria impresa, esaminare il tema delicato della gestione del passaggio generazionale ed offrire soluzioni a questo complesso processo familiare in un ambiente suggestivo.

Il corso è rivolto agli imprenditori delle imprese familiari italiane e ai rappresentanti della nuova generazione (figli/e, nipoti, stretti collaboratori non familiari), in coppia.

Sarà presente il Prof. Claudio Devecchi, prof. ord. di Programmazione e Controllo (Università Cattolica di Milano) nonché Amministratore Unico di CERIF, il dott. Massimo Lodi Responsabile del servizio di Family Business UBI Banca Scarl, il dott. Ferruccio Cicogna Direttore Divisione Imprese ASAM, il dott. Giuseppe Arcamone Responsabile Formazione ASAM, la dott.ssa Evi Crotti psicologa e grafologa e il dott. Alberto Magni medico e grafologo dello Studio Crotti-Magni.

La crisi finanziaria e la tentazione dell’azienda di famiglia.

ottobre 21, 2008

Una breve riflessione sulla crisi finanziaria, vista da chi è frequentemente a contatto con l’impresa di famiglia, il prof. Claudio DeVecchi e il consulente Massimo Carraro.

Tutti noi, in questo periodo, subiamo i colpi della grave crisi che ha colpito il mondo della finanza.

Nell’azienda di famiglia, dove a volte esiste una commistione non chiarissima tra patrimonio familiare e patrimonio aziendale, può nascere la tentazione di attingere risorse dal patrimonio d’impresa per poter continuare a mantenere un elevato tenore di vita.

E’ a nostro avviso raccomandabile il contrario, in un momento di crisi come questo – cioè garantire all’impresa le risorse di sempre, e se necessario apportare in azienda mezzi finanziari ulteriori, in modo da presidiarla e rinforzarla, durante la tempesta.

Si tratta di un atteggiamento prudenziale quanto mai opportuno, che può anche recare all’azienda il beneficio secondario di sottrarla parzialmente all’esposizione bancaria.


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