Archivio per la categoria ‘internazionalizzazione’

COLUSSI E GALBUSERA: due strategie di business differenti per la…colazione

novembre 14, 2011

Le famiglie Colussi e Galbusera, messe a confronto da Roberta Scagliarini sul Corriere Economia del 24 ottobre 2011, rivelano le loro differenti strategie nel mercato dei biscotti.

La prima ha un approccio globale per il futuro ed è aperta verso l’estero attraverso alleanze e fusioni. A detta di Angelo Colussi, un grosso limite delle imprese di famiglia risulta essere la mentalità chiusa, l’assenza di visione strategica e l’eccesso di individualismo, per cui le aziende italiane, invece di proporsi all’estero, rischiano sempre di più di diventare prede dei fondi di investimento stranieri.

Il gruppo Colussi, nel giro di pochi anni, si è trasformato attraverso acquisizioni, ha incrementato sempre di più le esportazioni eha come prospettiva futura la ricerca di alleanze a livello continentale per mantenere fede all’approccio di Colussi: “Non ci interessa solo il mercato italiano, ci interessa il mondo”.

L’azienda è passata attraverso una ristrutturazione proprietaria inquanto,dal 2000, è nelle mani di un solo ramo della famiglia sotto forma di un’accomandita che raccoglie il presidente e i tre figli maggiorenni che stanno entrando a far parte dell’azienda sia nel consiglio di amministrazione che in funzioni aziendali diverse.

Galbusera invece, ha un approccio molto più legato al mercato nazionale e, per quanto riguarda la proprietà dell’azienda, si identifica completamente con la famiglia Galbusera che ha già passato le quote aziendali dai fondatori Mario ed Enea ai quattro figli maschi di cui uno, deceduto prematuramente, ha lasciato in dote la sua quota alla moglie e i due figli:primi rappresentanti della quarta generazione.

Sono in programma investimenti per ridurre i costi di produzione, per migliorare i processi produttivi e preservare un risultato in linea con quello dell’anno precedente aumentando i listini prezzi. A livello manageriale i Galbusera sono alla ricerca di nuovi manager.

Le due famiglie, guidate dalla terza generazione, sono quindi in forte competizione nel mercato di nicchia dei biscotti con due strategie differenti: l’una orientata verso l’estero con alleanze e fusioni, l’altra radicata in Valtellina.

IMPRESE DI FAMIGLIA: DESTINAZIONE SINGAPORE. Avvertenze e consigli per gli imprenditori di famiglia.

ottobre 4, 2011

L’Associazione CERIF ha intervistato il giornalista Giovanni Lombardo, per affrontare il processo di internazionalizzazione nelle imprese di famiglia.

Giovanni Lombardo vive da 9 anni e mezzo a Singapore ed è un professionista dinamico, orientato ai risultati, consulente con esperienza nella vendita & business development. Avendo viaggiato molto nel Mondo, si adatta velocemente alle sfumature culturali “locali” e gli attribuiscono un talento per la ricerca di soluzioni in un ambiente internazionale contemporaneo. Ha una natura amichevole, senza pretese e la capacità di parlare 8 lingue [Italiano, Greco moderno, Inglese, Bahasa, la lingua parlata da 300 milioni di persone in Indonesia, Francese, Spagnolo, Tedesco e Portoghese] e di scherzare in altre 5. Contribuisce saltuariamente come corrispondente da Singapore per programmi di radiodue, come Caterpillar, e partecipa al sito http://www.anordestdiche.com/cat/luoghi-e-incroci/rubriche-dal-mondo/singapore/descrivendo la parte del mondo dove si e’ stabilito.

Quali ritiene, in base alla Sua esperienza,  siano i limiti delle imprese italiane che si apprestano a espandersi sui mercati esteri, come Singapore ad esempio?

“In base alla mia personale esperienza con le ditte familiari italiane a Singapore ho individuato tre punti deboli della loro struttura che le condannano, di solito, a non riuscire a essere presenti su questo mercato, e su altri che fanno riferimento a questo mercato.

Un primo elemento che spesso non è sufficientemente presente, nel momento in cui un’impresa familiare italiana decide di esportare i suoi prodotti/servizi fuori dall’Europa, è l’informazione. Spesso gli Italiani mai usciti dall’Italia partono con la convinzione che in fondo in fondo tutto il mondo sia paese, e che quindi gli strumenti con i quali hanno avuto successo fino a un momento prima in Italia saranno gli stessi che porteranno il successo all’estero. 

Più di una volta ho sentito persone di una certa statura pronunciare delle frasi ex cathedra con la convinzione profonda di aver espresso un articolo di fede, mentre contro la realtà locale tali parole finivano solo per far sorridere.

Un paio di esempi: “Prendiamo l’elenco telefonico e andiamo a bussare porta per porta”; oppure: “Ci troviamo alle sette in hotel così alle otto siamo già in ufficio dai potenziali clienti”. Singapore non e’ un paesetto e la gente ha moltissimi impegni anche nei Paesi vicini.

Si sono mai immaginati, i titolari di queste imprese familiari che magari producono un oggetto straordinario, o forniscono dei servizi davvero unici, e illustrativi della creatività italiana che unisce gusto estetico a funzionalità, che in altri Paesi i modi di operare possano essere diversi?

In una città come Singapore esiste una rigida gerarchia nel lavoro per la quale ognuno è deputato solo al suo segmento e non osa interagire con il lavoro dei colleghi o peggio ancora, dei superiori. Quel gioielliere italiano, titolare di un’impresa di famiglia, che partisse con l’elenco telefonico e andasse a visitare anche cinque diverse gioiellerie per poter “parlare col titolare” pensa che il commercio qui sia organizzato in modo simile alla sua impresa, cioè in modo familiare. Invece di solito qui a Singapore c’è un grande gruppo dal nome relativamente generico che prova a controllare tutto il mercato nel suo insieme in un regime di monopolio, frazionandosi in un certo numero di società dedicate ciascuna al suo segmento di mercato per prezzo e per età del consumatore. Probabilmente in una settimana di lavoro costante il “nostro” gioielliere italiano arriverebbe a questa conclusione e, vicino al momento del suo ritorno in Italia, proverebbe a fissare un appuntamento con le persone responsabili degli acquisti del gruppo. Purtroppo in questo caso magari le persone responsabili non sono disponibili o non ci sono, perché’ hanno una fitta agenda stabilita già mesi prima. La lentezza dell’economia italiana non deve trarre in inganno gli Italiani e far loro credere che ovunque nel Mondo sia così. 

Si sono mai chiesti, i titolari d’impresa familiare, come fosse la struttura sociale di quel Paese che andavano visitando?

Il secondo punto debole è la scarsa o nulla conoscenza della lingua inglese e dei modi di pensare tipici nel capitalismo anglosassone che sono legati alla lingua. L’Italiano è farraginoso e barocco nei termini finanziari. L’inglese è semplice e descrittivo. Un’immobilizzazione in inglese è un asset. Questa differenza linguistica si riflette nell’operatività. L’Italiano ha paura della competizione e vive in un mercato saturo e asfittico; l’operatore di lingua inglese è abituato alla competizione e a un respiro internazionale. Poter parlare l’inglese non significa soltanto poter tradurre parola per parola, (il che non significa ancora saper parlare la lingua), ma poter pensare un concetto, oppure, poter trovare un concetto che linguisticamente si avvicini a quello che si vuole esprimere, e riuscire a trasmetterlo. 

Qui si rivela il terzo punto debole dell’imprenditore titolare di un’impresa familiare. 

Se io so fare, diciamo, una pompa molto specializzata che funzioni sott’acqua a una pressione particolare, non è detto che io la sappia anche vendere. Certo, conoscere i dettagli tecnici della pompa come venditore mi aiuta infinitamente nel venderla a chi ricerca esattamente un tale strumento, ma il semplice saper fare la pompa non mi da la conoscenza del modo di venderla. Ad esempio, paesi come la Malaysia o l’Indonesia possono caricare un’aliquota d’imposta altissima su una macchina costruita in Italia, mentre se la stessa macchina è smontata e le sue varie parti sono spedite in momenti diversi come pezzi di ricambio, la tassa è molto meno pesante. Che cosa serve in questo caso? Serve un punto di riferimento a Singapore che possa mandare le parti della macchina a un altro punto di riferimento in Malaysia o in Indonesia dove queste saranno assemblate di nuovo in modo efficiente.

Il terzo punto debole del titolare d’impresa familiare uscito dal mondo che conosce per provare a vendere i suoi prodotti/servizi fuori dall’Europa è la reticenza a delegare le operazioni che egli non sa fare da solo a operatori specializzati e a pagare per questo servizio. Spesso ho sentito i titolari d’imprese familiari dire a chi avevano incontrato in questa parte del mondo, quando veniva loro richiesto un giusto compenso per l’opera svolta di ricerca di mercato da farsi o già fatta: “Se si potrà perché le cose avranno veramente preso piede, saremo prontissimi a corrispondere un compenso”. Tuttavia spesso chi l’ha detto, 1. o non ha reso possibile che le cose prendessero piede non accettando le raccomandazioni del consulente oppure, 2. non essendo stato stabilito a priori alcun contratto, si è impossessato del suo lavoro escludendo il consulente dal godimento dei frutti del suo lavoro andando avanti per conto suo e spesso non a lungo, mancando il punto di riferimento qui. 

Probabilmente una conseguenza poco favorevole  di questa incapacità di delegare è che spesso il figlio del fondatore/titolare si ritiene investito per grazia divina della capacità di gestire, magari supportando queste sue credenze con studi fatti a livello universitario ma sulla carta, senza alcuna esperienza e conoscenza pratica.

Certi costumi italiani, come il Ferragosto, sono incomprensibili all’estero, dove esiste l’aria condizionata, il caldo non è quindi insopportabile e le ferie sono scaglionate per tutti attraverso tutto l’anno in modo da mantenere la produttività e il consumo stabili.

Esistono imprese che sono partite in modo familiare e che conservano la proprietà come familiare eppure, sono riuscite a evolversi con successo nel mondo contemporaneo. Mi viene da citare ad esempio Mastroberardino, il famoso nome della viticultura campana. Questi partì come impresa familiare, con intuizioni rivelatesi poi vincenti contro l’opinione prevalente, come ad esempio valorizzare i vitigni autoctoni in un momento, nel dopoguerra, quando tutti li estirpavano per far posto a varietà francesi, e crebbe solo assegnando compiti diversi a diversi professionisti: così chi coltivava le terre era una persona diversa da chi faceva il marketing che era ancora un’altra persona rispetto a chi faceva il vino. La famiglia ha mantenuto il suo ruolo, modernizzandosi”.

Giovanni Lombardo è a disposizione della Community CERIF per rispondere a quesiti e curiosità su Singapore e sul modo di fare business in questa città in cui vive da nove anni e mezzo.

LA GIORNATA DEL FAMILY BUSINESS

settembre 21, 2011

Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, 16 Settembre 2011 – Le imprese di famiglia in Italia costituiscono l’80% del totale delle imprese e si stimano a 2.400.000. Lo studio sul Family Business, muove dalla considerazione che  l’incidenza delle imprese di famiglia sul PIL totale delle imprese, equivalente a circa il 22,5 del PIL, può essere stimata con una percentuale vicina al 70%; le Family Business si rivelano così un potenziale di ricchezza economico estremamente significativo.

E’ fondamentale comprendere a fondo le dinamiche del Family Business, i suoi punti di forza e le sue criticità, in vista della continuità nel tempo del business familiare, tramandandolo di generazione in generazione. Da queste riflessioni il Seminario “La giornata del Family Business” trova la propria “raison d’être” e si crea il sodalizio tra l’Associazione CERIF e i professionisti d’impresa, con l’ODCEC in prima linea.

Il Prof. Claudio Devecchi, accompagnato nel Seminario da imprenditori ed esperti d’eccezione, ha condotto i partecipanti  in un affascinante percorso (in)formativo, volto alla scoperta delle dinamiche e delle peculiarità che caratterizzano le imprese di famiglia, un patrimonio da valorizzare, difendere e coltivare di generazione in generazione, impegnandosi a  superare con successo la grande sfida del passaggio generazionale

L’Osservatorio sulle imprese di famiglia – CERIF -, come il Direttore Operativo, Stefano Devecchi Bellini, ha illustrato alla platea: “dal 2005 a questa parte, si occupa di osservare, studiare e supportare le imprese di famiglia, in particolare di piccole e medie dimensioni e quindi il 90% del totale delle imprese attive. CERIF fa della ricerca la punta di diamante della propria attività e genera continuamente conoscenza innovativa da condividere con imprenditori, professionisti ed accademici in occasione di attività di formazione, come “La giornata del Family Business”.

Nel corso del Seminario “La giornata del Family Business”, grazie a Luciano Gittardi, portatore di una consolidata esperienza come consulente presso aziende di famiglia, e al General Manager Operations del Gruppo Zucchetti, Antonio Grioli, ci si è soffermati sulle problematiche e le opportunità che l’inserimento del manager porta con sé. Nel momento in cui il fondatore, o la generazione successiva, comprende di non riuscire più a presidiare il business è costretto a operare una completa revisione della propria struttura di vertice e inserire un manager esterno, capace di comprendere e gestire un maggior numero di informazioni, meccanismi di controllo interno sofisticati e, altrettanto complessi, strumenti di budgeting e reporting.

Come ha spiegato la Prof.ssa Fabiana Gatti, “Famiglia” e “Impresa di famiglia” sono due sistemi, legati da una dipendenza vicendevole, e tali che ogni modifica in uno di essi causa inevitabilmente il cambiamento dell’altro. Occorre osservare e approfondire le dinamiche che si sviluppano in seno all’impresa di famiglia, soprattutto laddove si stia pianificando o realizzando un passaggio generazionale o l’inserimento di un manager esterno alla famiglia, al fine di sviluppare uno shared dream, ossia un sogno condiviso sul Family Business, dove la divergenza non solo è accettabile ma addirittura va ricercata.

Nell’impresa di famiglia Berto Salotti il divario generazionale si è dimostrato una fonte di nuove opportunità e l’esperienza di successo illustrata dal suo Amministratore Delegato, Filippo Berto, nel corso del Seminario, ha messo in evidenza come le differenze, legate al divario generazionale, non sono state concepite come una “patologia tout court” da eliminare, bensì come un’opportunità da cogliere grazie all’introduzione del web e del digital marketing.                  

I partecipanti del Seminario “La giornata del Family Business” hanno avuto modo di approfondire e capire le potezialità di questa nuova modalità di comunicazione grazie a due cultori della materia: la Digital Strategist Paola Peretti e il Docente di Marketing dell’Università Cattolica Giovanni Covassi.

Alla luce di quanto sopracitato, il passaggio generazionale deve essere dunque trattato, attraverso un approccio olistico, ossia multi disciplinare, considerando tutti gli aspetti su cui influisce, che sono quelli psicologici, economici, legali, fiscali, organizzativi e civilistici. Massimo Lodi di UBI Trustee ha presentato nella sua relazione gli strumenti che possono essere adottati per realizzare un passaggio generazionale efficiente.

Lodi ha puntato i riflettori sull’importanza che riveste la gestione del passaggio generazionale, dato che le imprese che affrontano annualmente il problema sono circa 60.000. Affrontare questo processo significa anche discutere della gestione e dell’utilizzo del patrimonio familiare ed aziendale e nel Seminario ciò è stato fatto con Wolfram Mrowetz, Amministratore Delegato di Alisei SIM.

Un ulteriore approfondimento legato al miglioramento della gestione finanziaria nell’impresa di famiglia è stato condotto da Rossano Ruggeri, Amministratore Delegato di Argos. Nei passaggi generazionali, oltre al business, al patrimonio e alle relazioni da gestire e salvaguardare, subentra, con le suddivisioni ereditarie e le programmazioni successorie, una nuova categoria di asset class, su cui fare attenzione: l’arte. Edoardo Didero, Amministratore Delegato di ArtNetWorth, nel corso del suo intervento ha illuminato gli imprenditori, in possesso di patrimoni artistici di indiscusso valore, e i professionisti, spesso chiamati dai propri clienti per proteggere, e valorizzare beni artistici, su come grazie all’intervento di un attore super partes, è possibile conoscere il valore reale delle opere possedute ed aumentarne il grado di liquidità.

Talvolta passare il testimone o pianificare l’inserimento di un familiare nell’impresa di famiglia, significa mutare il proprio modello di business o ridefinire l’assetto organizzativo dell’impresa.

Nella giornata dedicata al Family Business, tre illustri imprenditori di famiglia, quali Veronica Squinzi, Global Development Director di Mapei, Eugenio Aringhieri, Ceo del Gruppo Dompè, e Giacomo Ponti, Direttore Generale della Family Business Ponti, hanno mostrato come l’internazionalizzazione costituisca, soprattutto per le imprese vocate al Made in Italy, un’occasione di business irrinunciabile, capace di incrementare significativamente il fatturato.

Un caloroso ringraziamento a tutti i relatori e ai partecipanti, che sono stati protagonisti e attori di un momento formativo di grande spessore, volto a valorizzare e a celebrare il Family Business.

SEMINARIO DEDICATO ALLE FAMILY BUSINESS

agosto 5, 2011

 CERIFCentro di Ricerca sulle Imprese di Famiglia

&

ODCEC – Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili

di Milano

 

PRESENTANO

 

Venerdì, 16 Settembre 2011

 

LA GIORNATA DEL FAMILY BUSINESS

 

Aula Pio XI, Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano,

Largo Gemelli, 1

 

Ore 9.00 - Registrazione dei partecipanti.

Ore 9.30 – Saluto di benvenuto.

  • a cura dell’Associazione CERIF,

Prof. Claudio Devecchi, Ordinario di Strategia e Politica Aziendale presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano; Amministratore Unico di CERIF; Presidente e Direttore Scientifico di ASAM.

  • a cura dell’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Milano,

Dott. Johannes Guigard, Consigliere Delegato ODCEC di Milano;

Dott. Flavio Paternò, Presidente della Commissione Microimprese ODCEC di Milano.

Ore 9.45 – Il Family Business e il Centro di Ricerca CERIF ad esso dedicato,

Dott. Stefano Devecchi Bellini, Direttore Operativo di CERIF.

Ore 10.00 – L’alfabeto aziendale delle Family Business,

Prof. Claudio Devecchi.

Ore 11.00 – Le dinamiche psicologiche nel Family Business: analisi e gestione delle relazioni e della comunicazione all’interno dell’impresa di famiglia,

Fabiana Gatti, Psicologa; Ricercatrice e Docente presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano.

Ore 11.45 – L’inserimento del manager nell’impresa di famiglia,        

Ing. Luciano Gittardi, esperto di Family Business;

Dott. Antonio Grioli, General Manager Operations di Zucchetti, accompagnato da un rappresentante dell’impresa di famiglia.

Ore 12.30 – Spazio riservato alle domande dei partecipanti.

Ore 12.45 – Intervallo.  

Ore 14.30 – Tavoli di lavoro aziendali.

Coordinatore:

Prof. Stefano Cordero di Montezemolo, Direttore Family Business Department presso la European School of Economics.

Il passaggio generazionale e le sue implicazioni:

  • Gli strumenti per la gestione del passaggio generazionale,                                                       

Dott. Massimo Lodi, Consigliere d’Amministrazione UBI Trustee S.A.

  • La separazione tra patrimonio familiare e aziendale,

Dott. Wolfram Mrowetz, Amministratore Delegato di Alisei SIM.

  • La perizia e la certificazione in una logica di gestione e valorizzazione del patrimonio artistico,

Dott. Edoardo Didero, Amministratore Delegato di ArtNetWorth.

Ore 15.30- L’internazionalizzazione nell’impresa di famiglia:

  • Il processo di internazionalizzazione nell’impresa di famiglia,

Dott.ssa Veronica Squinzi, Global Development Director di Mapei.

  • Il piano export e la scelta del responsabile del progetto operativo,

Dott. Eugenio Aringhieri, CEO del Gruppo Dompé.

  • L’internazionalizzazione di un’impresa vocata al Made in Italy,

Dott. Giacomo Ponti, Direttore Generale dell’impresa di famiglia Ponti.

Ore 16.30 – Come migliorare la gestione finanziaria nell’impresa di famiglia,

Dott. Rossano Ruggeri di Argos Fiduciaria e Dott. Alessandro Pacchioni di Levante Group.

Ore 17.30 – La capacità di rinnovamento nell’impresa di famiglia tra innovazione e comunicazione,

Prof.ssa Paola Peretti, Digital Strategist.

Dott. Filippo Berto, Amministratore Delegato dell’impresa di famiglia Berto Salotti.

Prof. Giovanni Covassi, Esperto di Marketing e Web Marketing.

Ore 18.30 – Spazio riservato alle domande dei partecipanti.

Ore 18.45 – Conclusioni,

Prof. Claudio Devecchi.

 

La partecipazione è gratuita.

Per perfezionare l’iscrizione è necessario:

inviare una e-mail all’indirizzo cerif@unicatt.it.

 

Associazione CERIF

Centro di Ricerca sulle Imprese di Famiglia

ELEMENTI DI CRITICITA’ DELLE FAMILY BUSINESS ANCHE CON RIGUARDO ALLE ESIGENZE DI SOSTENIBILITA’ DEI LORO ASSETTI PROPRIETARI

febbraio 25, 2011

Mercoledì, 23 Febbraio 2011 si è tenuto il convegno “Elementi di criticità delle Family Business anche con riguardo alle esigenze di sostenibilità dei loro assetti proprietari”, presso la Cripta dell’Aula Magna dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano.

Il convegno, organizzato dall’Associazione CERIF,  in linea con lo stile della casa si è concentrato sulle problematiche e le opportunità che le Family Business devono percepire, comprendere e gestire per evolvere nel miglior modo.

Il Prof. Claudio Devecchi, Ordinario di Strategia e Politica Aziendale presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. Amministratore Unico di CERIF e Direttore Scientifico di ASAM, ha aperto i lavori dando il benvenuto agli imprenditori di famiglia e ai professionisti presenti in sala.

A seguire il Dott. Stefano Devecchi Bellini, Direttore Operativo di CERIF, ha portato all’attenzione dei presenti l’Associazione CERIF, che riunisce le imprese di famiglia e si configura come un qualificato punto di riferimento per gli imprenditori e gli operatori di questo settore dell’economia italiana.

La presentazione della freschissima ricerca “Problemi, criticità e prospettive dell’impresa di famiglia” (Dicembre 2010), tenuta dal Prof. Claudio Devecchi, ha suscitato un grandissimo interesse da parte dei presenti, i quali hanno ascoltato attenti, appuntandosi dati e contenuti inediti su cui riflettere.

La ricerca ha messo in luce le criticità che le imprese di famiglia italiane hanno percepito e che si trovano ad affrontare con consapevolezza.

Tra i problemi emersi come maggiormente percepiti: il “Rinnovamento della formula imprenditoriale”, rilevato dal 75% del campione intervistato, la “Gestione della successione e della continuazione”, riscontrato come un problema rilevante per il 50% degli intervistati, la “(Ri)Organizzazione dell’assetto societario”, considerato altamente problematico per l’83% dei partecipanti alla ricerca e il “Rischio sistemico”, che per il 92% degli imprenditori di famiglia è un problema da affrontare.

In particolare il “Rischio sistemico”, percepito come allarmante dal 92% del campione intervistato, rappresenta il rischio correlato all’andamento generale del settore, o del comparto di appartenenza; affrontarlo significa prendere consapevolezza dell’esistenza del problema e svolgere costantemente un monitoraggio dei fattori esterni che influenzano l’impresa.

Un ringraziamento particolare ai relatori presenti, i quali con i loro interventi hanno portato la propria testimonianza di vita aziendale e professionale, che ha permesso ai partecipanti di riflettere e confrontarsi sulle tematiche che quotidianamente si vivono nell’impresa di famiglia.

Un caro ringraziamento al Sig. Giovanni Anzani, Ceo di POLIFORM, alla Dott.ssa Simona Leggeri rappresentante dell’impresa di famiglia LEGGERI e al Dott. Marco Zucconi in rappresentanza della ZUCCONI & C.

E’ stato un convegno ricco di contenuti e anche portavoce di un forte messaggio di incoraggiamento per il futuro delle imprese familiari italiane.

Infatti, in occasione della tavola rotonda “Quale futuro per le imprese familiari italiane?”, è stato possibile, per i presenti in sala, arricchirsi di preziosi consigli al fine di indirizzare al meglio il futuro sviluppo dell’impresa di famiglia.

La tavola rotonda è stata moderata dal brillante Roberto Bonzio, giornalista Reuters e autore del progetto multimediale Italiani di Frontiera, e ha visto la partecipazione dell’imprenditore Dott. Filippo Berto, giovane rappresentante dell’impresa di famiglia BERTO SALOTTI e di professionisti di elevato standing come il Dott. Marco Cravesana, partner di EQUITY & CHALLENGE, e il Dott. Marco Moreschi, Direttore Generale della BANCA CENTROPADANA di CREDITO COOPERATIVO di Lodi.

Un sentito ringraziamento al Prof. Sergio De Angeli, già Ordinario di Economia delle Aziende di Credito presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano e Senior Consultant CERIF, che ha contributo con impegno e collaborazione alla buona riuscita del convegno.

Grazie agli imprenditori e ai professionisti che hanno assistito al convegno e che entusiasti e orgogliosi di rappresentare la propria impresa di famiglia hanno portato la loro testimonianza aziendale in un’esclusiva intervista.          

          

                                      

ASAM e CERIF SI INTERNAZIONALIZZANO

novembre 4, 2009

Dal mese di Settembre ASAM e CERIF possono offrire ai propri Associati un nuovo
prezioso servizio e l’assistenza qualificata che lo stesso richiede:
“FARE BUSINESS ALL’ESTERO”
L’idea nasce dalla constatazione che non tutte le Aziende sono organizzate o possono organizzarsi per “aggredire” con efficacia tutti i mercati esteri,vuoi per mancanza di risorse, vuoi di competenze specifiche per i singoli mercati ove intendessero attivarsi.

In particolare offriamo il supporto per i seguenti mercati:
- Russia

- Repubblica Slovacca, Repubblica Ceca e Slovenia

-Norvegia e i paesi scandinavi
Per fare cio’ si dota di nuove competenze tramite nuove persone qualificate, provenienti dal mondo del business e universitario, ciascuna specializzata per singola regione.

 

SERVIZI OFFERTI:

SERVIZI “FARE BUSINESS ALL’ESTERO”:

ASAM e il suo staff offre il supporto alle imprese associate nel processo di internazionalizzazione verso i seguenti paesi:

- Repubblica Slovacca, Repubblica Ceca e Slovenia;

-Russia;

-Norvegia

e in particolare offre i seguenti servizi:

1.Analisi dello scenario sociale, culturale e politico del paese.

2.Analisi dello scenario di business del paese:

- la valutazione del  posizionamento delle aziende concorrenti  sul mercato di un determinato paese;

-sostegno nella valutazione delle possibilità di successo dell’eventuale prodotto/servizio che si vuole proporre sul nuovo mercato;

- la definizione dell’eventuale posizionamento sul mercato e del target clienti che si vuole   servire.

3.Supporto nelle trattative:

-stabilire  contatti con gli eventuali  importatori /distributori a cui affidare la vendita dei propri prodotti  che vengono selezionati  secondo aspettative ed esigenze dell’impresa;

- servizi dell’interpretariato e la preparazione di tutta la documentazione nella lingua del paese relativa alla presentazione dell’azienda, dei suoi prodotti e dell’eventuali condizioni da proporre al potenziale importatore/distributore;

4.Servizi di accoglienza nel paese: 

-organizzazione piano incontri/visite, supporto nell’ottenimento del visto, acquisto biglietti, prenotazione albergo e informazioni relativi ai centri ricreativi (ristoranti, locali, centri benessere etc)  

5.Il supporto nel raccoglimento delle informazioni riguardo le seguenti normative:

-di importazione;

-di certificazione dei prodotti necessaria per poter operare sul nuovo mercato.

5.Contatti con le istituzioni competenti del territorio

6.Altri servizi secondo le esigenze dell’impresa

Al servizio dell’azienda di famiglia.

gennaio 3, 2008

Buongiorno a tutti.

Azienda di Famiglia: un patrimonio italiano di incredibile ricchezza.

Questo è l’argomento di cui si parla qui, con i nostri articoli e i vostri commenti.

Tutti sono invitati a partecipare, in uno scambio di opinioni e informazioni che rimarrà sempre disponibile su queste pagine.

A questo dialogo, noi di Cerif contiamo di offrire buoni stimoli: quelli che ci derivano dallo studio costante di questo mondo, attraverso migliaia di casi.

Gli argomenti in agenda sono molti (come si vede dall’elenco qui a destra), gli aggiornamenti previsti molto frequenti, perciò… saremo al vostro servizio in molti modi, sempre nuovi.

[E se non volete avere l'impegno di collegarvi al sito per seguirci, i nostri articoli possono raggiungervi via e-mail.
Basta cliccare qui a destra, sotto "aggiornamenti gratuiti" e inserire il proprio indirizzo e-mail].

In sintesi, ecco la missione di questo sito, la “bussola” che orienterà i nostri passi:

VALORIZZARE L’IMPRESA DI FAMIGLIA
con STRUMENTI PRATICI e INDICAZIONI UTILI
PER COGLIERE LE OPPORTUNITA’ E RISOLVERE I PROBLEMI.

Risolvere i problemi… che si creano quando le dinamiche virtuose si inceppano.

Sapete che dai nostri studi su oltre 1600 casi emerge che la gran parte delle situazioni critiche nasce sempre dalle stesse situazioni?

Parliamone…


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