LE POTENZIALITA’ DEL TRUST NEL PASSAGGIO GENERAZIONALE DELLE IMPRESE DI FAMIGLIA

ottobre 21, 2011 by

Giuseppe Violetta, TEP (Trust and Estate Practitioner), laurea in economia aziendale e Master in fiscalità internazionale. Ha lavorato presso lo studio legale e tributario associato a Deloitte in Milano e ha conseguito l’abilitazione alla professione di Dottore Commercialista. Ha proseguito operando diversi anni all’estero nella consulenza agli high net worth individuals. Dal 2009 è responsabile della trust company del Gruppo Argos. E’ socio dell’Associazione Il Trust In Italia.

Argos è un gruppo societario che si occupa di wealth administration, attraverso la società fiduciaria statica, il broker assicurativo nel Private Insurance, la trust company e la società di consulenza aziendale/ corporate finance. Per maggiori informazioni: www.argosgroup.it

IMPRESE DI FAMIGLIA: DESTINAZIONE SINGAPORE. Avvertenze e consigli per gli imprenditori di famiglia.

ottobre 4, 2011 by

L’Associazione CERIF ha intervistato il giornalista Giovanni Lombardo, per affrontare il processo di internazionalizzazione nelle imprese di famiglia.

Giovanni Lombardo vive da 9 anni e mezzo a Singapore ed è un professionista dinamico, orientato ai risultati, consulente con esperienza nella vendita & business development. Avendo viaggiato molto nel Mondo, si adatta velocemente alle sfumature culturali “locali” e gli attribuiscono un talento per la ricerca di soluzioni in un ambiente internazionale contemporaneo. Ha una natura amichevole, senza pretese e la capacità di parlare 8 lingue [Italiano, Greco moderno, Inglese, Bahasa, la lingua parlata da 300 milioni di persone in Indonesia, Francese, Spagnolo, Tedesco e Portoghese] e di scherzare in altre 5. Contribuisce saltuariamente come corrispondente da Singapore per programmi di radiodue, come Caterpillar, e partecipa al sito http://www.anordestdiche.com/cat/luoghi-e-incroci/rubriche-dal-mondo/singapore/descrivendo la parte del mondo dove si e’ stabilito.

Quali ritiene, in base alla Sua esperienza,  siano i limiti delle imprese italiane che si apprestano a espandersi sui mercati esteri, come Singapore ad esempio?

“In base alla mia personale esperienza con le ditte familiari italiane a Singapore ho individuato tre punti deboli della loro struttura che le condannano, di solito, a non riuscire a essere presenti su questo mercato, e su altri che fanno riferimento a questo mercato.

Un primo elemento che spesso non è sufficientemente presente, nel momento in cui un’impresa familiare italiana decide di esportare i suoi prodotti/servizi fuori dall’Europa, è l’informazione. Spesso gli Italiani mai usciti dall’Italia partono con la convinzione che in fondo in fondo tutto il mondo sia paese, e che quindi gli strumenti con i quali hanno avuto successo fino a un momento prima in Italia saranno gli stessi che porteranno il successo all’estero. 

Più di una volta ho sentito persone di una certa statura pronunciare delle frasi ex cathedra con la convinzione profonda di aver espresso un articolo di fede, mentre contro la realtà locale tali parole finivano solo per far sorridere.

Un paio di esempi: “Prendiamo l’elenco telefonico e andiamo a bussare porta per porta”; oppure: “Ci troviamo alle sette in hotel così alle otto siamo già in ufficio dai potenziali clienti”. Singapore non e’ un paesetto e la gente ha moltissimi impegni anche nei Paesi vicini.

Si sono mai immaginati, i titolari di queste imprese familiari che magari producono un oggetto straordinario, o forniscono dei servizi davvero unici, e illustrativi della creatività italiana che unisce gusto estetico a funzionalità, che in altri Paesi i modi di operare possano essere diversi?

In una città come Singapore esiste una rigida gerarchia nel lavoro per la quale ognuno è deputato solo al suo segmento e non osa interagire con il lavoro dei colleghi o peggio ancora, dei superiori. Quel gioielliere italiano, titolare di un’impresa di famiglia, che partisse con l’elenco telefonico e andasse a visitare anche cinque diverse gioiellerie per poter “parlare col titolare” pensa che il commercio qui sia organizzato in modo simile alla sua impresa, cioè in modo familiare. Invece di solito qui a Singapore c’è un grande gruppo dal nome relativamente generico che prova a controllare tutto il mercato nel suo insieme in un regime di monopolio, frazionandosi in un certo numero di società dedicate ciascuna al suo segmento di mercato per prezzo e per età del consumatore. Probabilmente in una settimana di lavoro costante il “nostro” gioielliere italiano arriverebbe a questa conclusione e, vicino al momento del suo ritorno in Italia, proverebbe a fissare un appuntamento con le persone responsabili degli acquisti del gruppo. Purtroppo in questo caso magari le persone responsabili non sono disponibili o non ci sono, perché’ hanno una fitta agenda stabilita già mesi prima. La lentezza dell’economia italiana non deve trarre in inganno gli Italiani e far loro credere che ovunque nel Mondo sia così. 

Si sono mai chiesti, i titolari d’impresa familiare, come fosse la struttura sociale di quel Paese che andavano visitando?

Il secondo punto debole è la scarsa o nulla conoscenza della lingua inglese e dei modi di pensare tipici nel capitalismo anglosassone che sono legati alla lingua. L’Italiano è farraginoso e barocco nei termini finanziari. L’inglese è semplice e descrittivo. Un’immobilizzazione in inglese è un asset. Questa differenza linguistica si riflette nell’operatività. L’Italiano ha paura della competizione e vive in un mercato saturo e asfittico; l’operatore di lingua inglese è abituato alla competizione e a un respiro internazionale. Poter parlare l’inglese non significa soltanto poter tradurre parola per parola, (il che non significa ancora saper parlare la lingua), ma poter pensare un concetto, oppure, poter trovare un concetto che linguisticamente si avvicini a quello che si vuole esprimere, e riuscire a trasmetterlo. 

Qui si rivela il terzo punto debole dell’imprenditore titolare di un’impresa familiare. 

Se io so fare, diciamo, una pompa molto specializzata che funzioni sott’acqua a una pressione particolare, non è detto che io la sappia anche vendere. Certo, conoscere i dettagli tecnici della pompa come venditore mi aiuta infinitamente nel venderla a chi ricerca esattamente un tale strumento, ma il semplice saper fare la pompa non mi da la conoscenza del modo di venderla. Ad esempio, paesi come la Malaysia o l’Indonesia possono caricare un’aliquota d’imposta altissima su una macchina costruita in Italia, mentre se la stessa macchina è smontata e le sue varie parti sono spedite in momenti diversi come pezzi di ricambio, la tassa è molto meno pesante. Che cosa serve in questo caso? Serve un punto di riferimento a Singapore che possa mandare le parti della macchina a un altro punto di riferimento in Malaysia o in Indonesia dove queste saranno assemblate di nuovo in modo efficiente.

Il terzo punto debole del titolare d’impresa familiare uscito dal mondo che conosce per provare a vendere i suoi prodotti/servizi fuori dall’Europa è la reticenza a delegare le operazioni che egli non sa fare da solo a operatori specializzati e a pagare per questo servizio. Spesso ho sentito i titolari d’imprese familiari dire a chi avevano incontrato in questa parte del mondo, quando veniva loro richiesto un giusto compenso per l’opera svolta di ricerca di mercato da farsi o già fatta: “Se si potrà perché le cose avranno veramente preso piede, saremo prontissimi a corrispondere un compenso”. Tuttavia spesso chi l’ha detto, 1. o non ha reso possibile che le cose prendessero piede non accettando le raccomandazioni del consulente oppure, 2. non essendo stato stabilito a priori alcun contratto, si è impossessato del suo lavoro escludendo il consulente dal godimento dei frutti del suo lavoro andando avanti per conto suo e spesso non a lungo, mancando il punto di riferimento qui. 

Probabilmente una conseguenza poco favorevole  di questa incapacità di delegare è che spesso il figlio del fondatore/titolare si ritiene investito per grazia divina della capacità di gestire, magari supportando queste sue credenze con studi fatti a livello universitario ma sulla carta, senza alcuna esperienza e conoscenza pratica.

Certi costumi italiani, come il Ferragosto, sono incomprensibili all’estero, dove esiste l’aria condizionata, il caldo non è quindi insopportabile e le ferie sono scaglionate per tutti attraverso tutto l’anno in modo da mantenere la produttività e il consumo stabili.

Esistono imprese che sono partite in modo familiare e che conservano la proprietà come familiare eppure, sono riuscite a evolversi con successo nel mondo contemporaneo. Mi viene da citare ad esempio Mastroberardino, il famoso nome della viticultura campana. Questi partì come impresa familiare, con intuizioni rivelatesi poi vincenti contro l’opinione prevalente, come ad esempio valorizzare i vitigni autoctoni in un momento, nel dopoguerra, quando tutti li estirpavano per far posto a varietà francesi, e crebbe solo assegnando compiti diversi a diversi professionisti: così chi coltivava le terre era una persona diversa da chi faceva il marketing che era ancora un’altra persona rispetto a chi faceva il vino. La famiglia ha mantenuto il suo ruolo, modernizzandosi”.

Giovanni Lombardo è a disposizione della Community CERIF per rispondere a quesiti e curiosità su Singapore e sul modo di fare business in questa città in cui vive da nove anni e mezzo.

LA VOCE DEI COMMERCIALISTI DELLE IMPRESE DI FAMIGLIA

settembre 23, 2011 by

Gli imprenditori di famiglia si rivolgono ai propri fidati Commercialisti, per affrontare problemi legati, per esempio, alla (ri)organizzazione dell’assetto societario dell’azienda di famiglia, alla gestione del patrimonio aziendale e familiare,  al  passaggio generazionale e anche alle problematiche fiscali.

Spesso il legame che si instaura tra imprenditori e Commercialisti si rafforza negli anni; talvolta la generazione che subentra alla precedente tende a mantenere con il Commercialista di famiglia un rapporto collaborativo e di fiducia.

Come è risaputo dai professionisti d’impresa, un conto è operare con le Family Business, la cui governance è fortemente influenzata dalle emozioni familiari dei suoi membri e dalla commistione del patrimonio e, un altro, è invece operare per imprese che di famiglia non sono.

Il Seminario “La giornata del Family Business”, esclusivamente dedicato alle aziende che hanno un assetto proprietario di tipo familiare, ha permesso ai professionisti di riflettere a lungo sulle peculiarità specifiche di questa tipologia aziendale e di comprendere come la ricerca e lo sviluppo di conoscenza innovativa, focalizzata sulle imprese di famiglia appunto, e prodotta dall’Associazione CERIF, costituisca uno strumento di comprensione e analisi aziendale fondamentale.

“La giornata del Family Business” si è configurato come un ricco momento riflessivo, nel corso del quale i Commercialisti hanno confermato all’Associazione CERIF che operare con le imprese di famiglia è un arduo compito, soprattutto quando si tratta di assistere l’imprenditore nella pianificazione della crescita aziendale o nella gestione del passaggio generazionale.

Molti sono i Commercialisti che, in veste di fidati consiglieri, si sono trovati a suggerire al fondatore dell’impresa di famiglia di lasciare che il proprio figlio muovesse  i primi passi non nell’azienda di famiglia bensì in un’altra, al fine di far comprendere a quest’ultimo com’è il mondo del lavoro, fuori dal contesto familiare, per così dire “protetto”; oppure per evitare che favorire il suo ingresso in azienda significasse andare contro le sue  inclinazioni e quindi innescare dinamiche fallimentari per il business di famiglia.

Saremmo lieti che i Commercialisti, che stanno leggendo questo post, possano condividere con noi e con i colleghi la propria esperienza professionale, per riflettere insieme su temi focali e destinati ad avere un peso sempre maggiore in futuro.  Si ricordi che l’80% del totale delle imprese è a conduzione familiare e che quindi parlare e confrontarsi su questo tema è fortemente significativo.

Un Commercialista ha affermato: “Le mie esperienze nelle imprese di famiglia hanno tutte una costante: c’è un problema forte di incapacità di esercitare la delega da parte della prima generazione verso la seconda o della seconda verso la terza; ciò è legato a un passaggio generazionale, apparentemente accettato, ma mai effettivamente perfezionato. L’imprenditore non riesce a comprendere che pianificare e monitorare il processo successorio è la prima cosa da fare per salvaguardare la continuità aziendale. Non si può aspettare di pianificare la successione o di affrontare altre criticità, quando si è in una situazione di emergenza, in cui manca la lucidità necessaria per affrontarle. Bisogna fare cultura per sensibilizzare l’imprenditore a pianificare il passaggio generazionale, ne è stata fatta, ma non abbastanza

Siete d’accordo? Parliamone.

Quali sono a Vostro avviso le criticità che più frequentemente un Commercialista deve affrontare quando si rapporta con le imprese di famiglia?

Si tratta forse della commistione del patrimonio familiare e aziendale oppure sono le accese e irruenti discussioni, che si scatenano in azienda, legate al diverso modo di vedere e fare business tra i familiari, che complicano per il Commercialista assistere un’impresa di famiglia?

LA GIORNATA DEL FAMILY BUSINESS

settembre 21, 2011 by

Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, 16 Settembre 2011 – Le imprese di famiglia in Italia costituiscono l’80% del totale delle imprese e si stimano a 2.400.000. Lo studio sul Family Business, muove dalla considerazione che  l’incidenza delle imprese di famiglia sul PIL totale delle imprese, equivalente a circa il 22,5 del PIL, può essere stimata con una percentuale vicina al 70%; le Family Business si rivelano così un potenziale di ricchezza economico estremamente significativo.

E’ fondamentale comprendere a fondo le dinamiche del Family Business, i suoi punti di forza e le sue criticità, in vista della continuità nel tempo del business familiare, tramandandolo di generazione in generazione. Da queste riflessioni il Seminario “La giornata del Family Business” trova la propria “raison d’être” e si crea il sodalizio tra l’Associazione CERIF e i professionisti d’impresa, con l’ODCEC in prima linea.

Il Prof. Claudio Devecchi, accompagnato nel Seminario da imprenditori ed esperti d’eccezione, ha condotto i partecipanti  in un affascinante percorso (in)formativo, volto alla scoperta delle dinamiche e delle peculiarità che caratterizzano le imprese di famiglia, un patrimonio da valorizzare, difendere e coltivare di generazione in generazione, impegnandosi a  superare con successo la grande sfida del passaggio generazionale

L’Osservatorio sulle imprese di famiglia – CERIF -, come il Direttore Operativo, Stefano Devecchi Bellini, ha illustrato alla platea: “dal 2005 a questa parte, si occupa di osservare, studiare e supportare le imprese di famiglia, in particolare di piccole e medie dimensioni e quindi il 90% del totale delle imprese attive. CERIF fa della ricerca la punta di diamante della propria attività e genera continuamente conoscenza innovativa da condividere con imprenditori, professionisti ed accademici in occasione di attività di formazione, come “La giornata del Family Business”.

Nel corso del Seminario “La giornata del Family Business”, grazie a Luciano Gittardi, portatore di una consolidata esperienza come consulente presso aziende di famiglia, e al General Manager Operations del Gruppo Zucchetti, Antonio Grioli, ci si è soffermati sulle problematiche e le opportunità che l’inserimento del manager porta con sé. Nel momento in cui il fondatore, o la generazione successiva, comprende di non riuscire più a presidiare il business è costretto a operare una completa revisione della propria struttura di vertice e inserire un manager esterno, capace di comprendere e gestire un maggior numero di informazioni, meccanismi di controllo interno sofisticati e, altrettanto complessi, strumenti di budgeting e reporting.

Come ha spiegato la Prof.ssa Fabiana Gatti, “Famiglia” e “Impresa di famiglia” sono due sistemi, legati da una dipendenza vicendevole, e tali che ogni modifica in uno di essi causa inevitabilmente il cambiamento dell’altro. Occorre osservare e approfondire le dinamiche che si sviluppano in seno all’impresa di famiglia, soprattutto laddove si stia pianificando o realizzando un passaggio generazionale o l’inserimento di un manager esterno alla famiglia, al fine di sviluppare uno shared dream, ossia un sogno condiviso sul Family Business, dove la divergenza non solo è accettabile ma addirittura va ricercata.

Nell’impresa di famiglia Berto Salotti il divario generazionale si è dimostrato una fonte di nuove opportunità e l’esperienza di successo illustrata dal suo Amministratore Delegato, Filippo Berto, nel corso del Seminario, ha messo in evidenza come le differenze, legate al divario generazionale, non sono state concepite come una “patologia tout court” da eliminare, bensì come un’opportunità da cogliere grazie all’introduzione del web e del digital marketing.                  

I partecipanti del Seminario “La giornata del Family Business” hanno avuto modo di approfondire e capire le potezialità di questa nuova modalità di comunicazione grazie a due cultori della materia: la Digital Strategist Paola Peretti e il Docente di Marketing dell’Università Cattolica Giovanni Covassi.

Alla luce di quanto sopracitato, il passaggio generazionale deve essere dunque trattato, attraverso un approccio olistico, ossia multi disciplinare, considerando tutti gli aspetti su cui influisce, che sono quelli psicologici, economici, legali, fiscali, organizzativi e civilistici. Massimo Lodi di UBI Trustee ha presentato nella sua relazione gli strumenti che possono essere adottati per realizzare un passaggio generazionale efficiente.

Lodi ha puntato i riflettori sull’importanza che riveste la gestione del passaggio generazionale, dato che le imprese che affrontano annualmente il problema sono circa 60.000. Affrontare questo processo significa anche discutere della gestione e dell’utilizzo del patrimonio familiare ed aziendale e nel Seminario ciò è stato fatto con Wolfram Mrowetz, Amministratore Delegato di Alisei SIM.

Un ulteriore approfondimento legato al miglioramento della gestione finanziaria nell’impresa di famiglia è stato condotto da Rossano Ruggeri, Amministratore Delegato di Argos. Nei passaggi generazionali, oltre al business, al patrimonio e alle relazioni da gestire e salvaguardare, subentra, con le suddivisioni ereditarie e le programmazioni successorie, una nuova categoria di asset class, su cui fare attenzione: l’arte. Edoardo Didero, Amministratore Delegato di ArtNetWorth, nel corso del suo intervento ha illuminato gli imprenditori, in possesso di patrimoni artistici di indiscusso valore, e i professionisti, spesso chiamati dai propri clienti per proteggere, e valorizzare beni artistici, su come grazie all’intervento di un attore super partes, è possibile conoscere il valore reale delle opere possedute ed aumentarne il grado di liquidità.

Talvolta passare il testimone o pianificare l’inserimento di un familiare nell’impresa di famiglia, significa mutare il proprio modello di business o ridefinire l’assetto organizzativo dell’impresa.

Nella giornata dedicata al Family Business, tre illustri imprenditori di famiglia, quali Veronica Squinzi, Global Development Director di Mapei, Eugenio Aringhieri, Ceo del Gruppo Dompè, e Giacomo Ponti, Direttore Generale della Family Business Ponti, hanno mostrato come l’internazionalizzazione costituisca, soprattutto per le imprese vocate al Made in Italy, un’occasione di business irrinunciabile, capace di incrementare significativamente il fatturato.

Un caloroso ringraziamento a tutti i relatori e ai partecipanti, che sono stati protagonisti e attori di un momento formativo di grande spessore, volto a valorizzare e a celebrare il Family Business.

BUONE VACANZE

agosto 5, 2011 by

L’Associazione CERIF

Vi augura buone vacanze

 

Associazione CERIF

Centro di Ricerca sulle Imprese di Famiglia

 

 

SEMINARIO DEDICATO ALLE FAMILY BUSINESS

agosto 5, 2011 by

 CERIFCentro di Ricerca sulle Imprese di Famiglia

&

ODCEC – Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili

di Milano

 

PRESENTANO

 

Venerdì, 16 Settembre 2011

 

LA GIORNATA DEL FAMILY BUSINESS

 

Aula Pio XI, Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano,

Largo Gemelli, 1

 

Ore 9.00 - Registrazione dei partecipanti.

Ore 9.30 – Saluto di benvenuto.

  • a cura dell’Associazione CERIF,

Prof. Claudio Devecchi, Ordinario di Strategia e Politica Aziendale presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano; Amministratore Unico di CERIF; Presidente e Direttore Scientifico di ASAM.

  • a cura dell’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Milano,

Dott. Johannes Guigard, Consigliere Delegato ODCEC di Milano;

Dott. Flavio Paternò, Presidente della Commissione Microimprese ODCEC di Milano.

Ore 9.45 – Il Family Business e il Centro di Ricerca CERIF ad esso dedicato,

Dott. Stefano Devecchi Bellini, Direttore Operativo di CERIF.

Ore 10.00 – L’alfabeto aziendale delle Family Business,

Prof. Claudio Devecchi.

Ore 11.00 – Le dinamiche psicologiche nel Family Business: analisi e gestione delle relazioni e della comunicazione all’interno dell’impresa di famiglia,

Fabiana Gatti, Psicologa; Ricercatrice e Docente presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano.

Ore 11.45 – L’inserimento del manager nell’impresa di famiglia,        

Ing. Luciano Gittardi, esperto di Family Business;

Dott. Antonio Grioli, General Manager Operations di Zucchetti, accompagnato da un rappresentante dell’impresa di famiglia.

Ore 12.30 – Spazio riservato alle domande dei partecipanti.

Ore 12.45 – Intervallo.  

Ore 14.30 – Tavoli di lavoro aziendali.

Coordinatore:

Prof. Stefano Cordero di Montezemolo, Direttore Family Business Department presso la European School of Economics.

Il passaggio generazionale e le sue implicazioni:

  • Gli strumenti per la gestione del passaggio generazionale,                                                       

Dott. Massimo Lodi, Consigliere d’Amministrazione UBI Trustee S.A.

  • La separazione tra patrimonio familiare e aziendale,

Dott. Wolfram Mrowetz, Amministratore Delegato di Alisei SIM.

  • La perizia e la certificazione in una logica di gestione e valorizzazione del patrimonio artistico,

Dott. Edoardo Didero, Amministratore Delegato di ArtNetWorth.

Ore 15.30- L’internazionalizzazione nell’impresa di famiglia:

  • Il processo di internazionalizzazione nell’impresa di famiglia,

Dott.ssa Veronica Squinzi, Global Development Director di Mapei.

  • Il piano export e la scelta del responsabile del progetto operativo,

Dott. Eugenio Aringhieri, CEO del Gruppo Dompé.

  • L’internazionalizzazione di un’impresa vocata al Made in Italy,

Dott. Giacomo Ponti, Direttore Generale dell’impresa di famiglia Ponti.

Ore 16.30 – Come migliorare la gestione finanziaria nell’impresa di famiglia,

Dott. Rossano Ruggeri di Argos Fiduciaria e Dott. Alessandro Pacchioni di Levante Group.

Ore 17.30 – La capacità di rinnovamento nell’impresa di famiglia tra innovazione e comunicazione,

Prof.ssa Paola Peretti, Digital Strategist.

Dott. Filippo Berto, Amministratore Delegato dell’impresa di famiglia Berto Salotti.

Prof. Giovanni Covassi, Esperto di Marketing e Web Marketing.

Ore 18.30 – Spazio riservato alle domande dei partecipanti.

Ore 18.45 – Conclusioni,

Prof. Claudio Devecchi.

 

La partecipazione è gratuita.

Per perfezionare l’iscrizione è necessario:

inviare una e-mail all’indirizzo cerif@unicatt.it.

 

Associazione CERIF

Centro di Ricerca sulle Imprese di Famiglia

L’IMPRESA DI FAMIGLIA POLIFORM E IL SUO MOTTO: FIDUCIA NEI GIOVANI EREDI!

luglio 8, 2011 by

Poliform, fondata nel 1970 come evoluzione di un’impresa artigiana nata nel 1942, è oggi una realtà industriale tra le più significative del settore dell’arredamento internazionale.
L’azienda familiare, giunta oggi alla III° generazione, ha fatto della continua ricerca della qualità la propria missione. Così facendo è riuscita a rinnovare le proprie proposte per interpretare sempre meglio gli stili di vita e i trend contemporanei, dimostrando una profonda capacità di cogliere le esigenze e i gusti di un pubblico sempre più eterogeneo ed internazionale.

Poliform ha saputo valorizzare e dare continuità alla propria realtà familiare con l’inserimento della III° generazione della famiglia e l’obiettivo che oggi si propone è quello di conservare anche in futuro questa dimensione familiare, rendendola l’espressione di una famiglia  il cui legame con l’azienda non è mai disgiunto dalla propria vita, dalle proprie passioni e aspirazioni.

Per garantire la continuità dell’attività aziendale e familiare dunque, è fondamentale nutrire fiducia nei giovani eredi della famiglia, così che possano inserirsi in azienda e apprendere dai familiari, e da quanti diano loro l’esempio, come adempiere al meglio al proprio ruolo, per conquistarsi sul campo le vittorie aziendali.

Giovanni Anzani, CEO di Poliform e rappresentante della II° generazione della famiglia, dichiara che quest’ultima, sulla scia di quanto fatto dai fondatori, sta affrontando il nuovo passaggio generazionale, credendo fortemente nelle capacità che hanno i giovani figli e i nipoti, che un giorno saranno chiamati a prendere le redini dell’impresa di famiglia per svilupparla ulteriormente.

Porte aperte dunque ai  giovani rappresentanti della famiglia, i quali stanno dimostrando di essere animati dalla stessa grinta e passione dei propri genitori e, ancor prima, di quella dei nonni.

In Poliform, particolare attenzione si rivolge alla trasmissione dei valori aziendali e familiari, che si riassumono e si manifestano nella volontà di svolgere al meglio la propria attività, lasciandosi guidare dalla ricerca continua dell’eccellenza, la quale, come testimonia Giovanni Anzani, premia.

Per competere con successo nel mercato globale sempre più complesso e competitivo infatti, non è sufficiente impegnarsi profondamente nello svolgere il proprio lavoro, infondere in questo passione e motivazione, bensì occorre orientarsi alla ricerca, all’innovazione e lasciarsi guidare dalla creatività, insita in ognuno di noi e che attende solo di manifestarsi.

Ricerca, innovazione e creatività sono le tre parole chiave che dovrebbero guidare il pensiero e l’attività dell’imprenditore contemporaneo  in azienda, per aiutarlo a individuare nuove soluzioni, combinazioni, creazioni, e modalità operative per rinnovare la propria attività imprenditoriale.

Questo rinnovamento può anche essere promosso e diretto dai giovani eredi della famiglia, i quali grazie all’apertura mentale, all’inventiva e alle nuove competenze di cui sono portatori possono riuscire a individuare nuovi orizzonti in cui addentrarsi e nuove tendenze da seguire per sviluppare e far crescere efficacemente la propria impresa di famiglia.

IL PASSAGGIO GENERAZIONALE TRA INNOVAZIONE E CREATIVITA’.

giugno 27, 2011 by

Nel momento in cui in un’impresa di famiglia si decide di favorire l’inserimento dei propri figli si riproduce una situazione di confronto generazionale, che si concretizza in diversi modi di agire e di pensare.

Da un lato la generazione precedente, orientata al fare e incline ad agire in modo tradizionale e dall’altro le giovani leve, cresciute a “pane e tecnologia”, che desiderano portare nell’impresa di famiglia una ventata di innovazione, rinnovando il classico modo di fare business attraverso nuove tecnologie e modalità di vendita e comunicazione assolutamente all’avanguardia.

In una situazione di questo tipo, il conflitto generazionale trova terreno fertile per svilupparsi e manifestarsi con visioni contrastanti tra i diversi modi di fare impresa, rischiando di creare tensioni aziendali e familiari pericolose.

Ciò che conta dunque è prendere consapevolezza di questa situazione per prepararsi a fronteggiarla adeguatamente, dando spazio a un confronto costruttivo.

Quando le diverse generazioni si comprendono reciprocamente e si coordinano sinergicamente sboccia un’opportunità unica per cambiare le regole del gioco e far eccellere la propria family business rispetto a quelle concorrenti, ancora legate al “continuamo ad agire come abbiamo sempre fatto”.

Un caso di successo è testimoniato da Berto Salotti, di cui il giovane rappresentante della famiglia, il Dott. Filippo Berto, se ne fa portavoce nel video seguente.                                                 

Filippo Berto ha dimostrato che è un bene per la sopravvivenza e lo sviluppo aziendale reinventare la strategia innovando e realizzando il cambiamento.

Nel 2000 attraverso Internet, Berto Salotti inizia la sperimentazione di una nuova forma di comunicazione  aziendale più attenta e diretta al cliente.

Con Filippo Berto si apre nell’azienda di famiglia una nuova era esplorativa, volta a sfruttare le innumerevoli possibilità della comunicazione web.

Berto Salotti raggiunge così una visibilità travolgente, presentandosi come il primo esempio italiano di corporate blog nell’arredamento con il primo canale video online su You Tube e la vetrina su E-bay.

Berto Salotti progetta, produce e vende direttamente divani, divani letto, chester, poltrone, letti imbottiti.

Qualità, Eleganza e Comfort  sono le parole chiave della Berto Salotti, che dal 1974 a oggi, si impegna per garantire una gamma completa di prodotti di arredamento di alta qualità e dal comfort eccellente.

Berto Salotti ha saputo sfruttare l’inserimento della  nuova generazione come un’opportunità di rinnovamento e oggi guarda con fiducia al futuro.

I PROSSIMI APPUNTAMENTI. IN ESCLUSIVA IL PROF. MICHAEL TSUR, L’ESPERTO MONDIALE DI MEDIAZIONE E NEGOZIAZIONE, IN UNIVERSITA’ CATTOLICA DI MILANO.

maggio 6, 2011 by

CERIF - Centro di Ricerca sulle Imprese di Famiglia  

&

ASAM - Associazione per gli Studi Aziendali e Manageriali

 

in partnership con:

FORMAMEDFormazione & Mediazione

in collaborazione con:

ASAGAlta Scuola di Psicologia Agostino Gemelli

M.N.R.Mediazione, Negoziazione, Risoluzione dei conflitti

 

Sono liete di invitarLa a due occasioni di formazione di grande spessore, che vedranno come protagonista il prof. Michael Tsur, una delle personalità più eminenti nel panorama mondiale della Mediazione e Negoziazione.

L’esperienza specifica del prof. Michael Tsur nel superamento di complesse trattative e situazioni conflittuali, inerenti alla Negoziazione Internazionale, è di grande attualità e interesse in questo momento in Italia, come la conoscenza del metodo Consensus da lui ideato, il metodo per eccellenza in tema di risoluzione dei conflitti e costruzione della pace, utilizzato in Università Americane e in Israele.

 

Mercoledì, 18 Maggio 2011

CONVEGNO

THE BEST CRISIS NEGOTIATION IS CRISIS PREVENTION

San Paolo, Auditorium Don Giacomo Alberione

Via Giotto, 36 – 20145 Milano

 

Ore 13.30 - Registrazione dei partecipanti.

Ore 14.00 - Saluto di benvenuto, Doctor Juris Lorenza Morello, Presidente Nazionale di APM (Avvocati per la Mediazione).

Ore 14.15 – Introduzione al Convegno, Chiar.mo Prof. Domenico Bodega, Preside della Facoltà di Economia dell’Università Cattolica del Sacro Cuore.

Ore 14.30 - The best crisis negotiation is crisis prevention, Michael Tsur, Key Note Speaker, Prof. nelle Università di Hamline (The Dispute Resolution Institute, Minnesota), Columbia (N.Y.) e Gerusalemme. Collabora nell’Università di Harvard (Cambridge, Massachusetts).
Direttore della Consensus, l’Agenzia di consulenza specializzata nel negoziato in casi di emergenza (N.Y.).

Ore 17.30 - Spazio riservato alle domande e dibattito.

Ore 17.45 – Conclusioni, Doctor  Juris Lorenza Morello.

 

Giovedì, 19 Maggio 2011

SEMINARIO INTERNAZIONALE

RISOLUZIONE DEI CONFLITTI. SCENARI E IMPATTI FUTURI.

Aula Pio XI, Università Cattolica del Sacro Cuore

Largo Agostino Gemelli, 1 – 20123 Milano

 

Ore 8.30 – Registrazione dei partecipanti.

Ore 9.15 – Saluto di benvenuto, Prof. Claudio Devecchi, Ordinario di Strategia e Politica Aziendale – Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. Amministratore Unico di CERIF; Presidente e Direttore Scientifico di ASAM.

Ore 9.30 – The best crisis negotiation is crisis prevention, Michael Tsur, Key Note Speaker, Prof. nelle Università di Hamline (The Dispute Resolution Institute, Minnesota), Columbia (N.Y.) e Gerusalemme. Collabora nell’Università di Harvard (Cambridge, Massachusetts).
Direttore della Consensus, l’Agenzia di consulenza specializzata nel negoziato in casi di emergenza (N.Y.).

Ore 11.30 – Prof. Vittorio Cigoli, Ordinario di Psicologia Clinica delle Relazioni di coppia e di Famiglia – Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano; Direttore di ASAG – Alta Scuola di Psicologia “A. Gemelli”.

Ore 11.45 – Prof.ssa Giovanna Rossi, Ordinario di Sociologia della Famiglia e Professore di Sociologia delle politiche sociali e dei servizi socio-sanitari – Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano; Coordinatore del Consiglio Scientifico della sezione “Politica sociale” dell’Associazione Italiana di Sociologia (AIS).

Ore 12.00 – Saluto di chiusura, Doctor Juris Lorenza Morello, Presidente Nazionale di APM (Avvocati per la Mediazione).

Ore 12.15 – Conclusioni, Prof. Claudio Devecchi, Ordinario di Strategia e Politica Aziendale – Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. Amministratore Unico di CERIF; Presidente e Direttore Scientifico di ASAM.

TAVOLI DI LAVORO DEDICATI

ASAG, Università Cattolica del Sacro Cuore

Via  Nirone, 15 – 20123 Milano

 

Ore 14.30 – Accoglienza dei partecipanti.

Ore 15.00 – Apertura e presentazione dei tavoli di Lavoro, Dott. Stefano Devecchi Bellini, Direttore Operativo di CERIF,

Tavoli di Lavoro:

Ore 15.15 – La Risoluzione dei conflitti in situazioni di emergenza.

Ore 16.15 – Family Business: conflitti e rivalità familiari.

Ore 17.15 – La Mediazione internazionale.

Ore 18.15 – Conclusioni, Prof. Claudio Devecchi, Ordinario di Strategia e Politica Aziendale – Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. Amministratore Unico di CERIF; Presidente e Direttore Scientifico di ASAM.

La partecipazione è gratuita.

Per perfezionare l’iscrizione è necessario:

inviare una e-mail all’indirizzo cerif@unicatt.it 

oppure 

telefonare presso la Sede Operativa dell’Associazione CERIF al numero telefonico (+39) 02 87086102

Associazione CERIF

Centro di Ricerca sulle Imprese di Famiglia

AUGURI

aprile 22, 2011 by

L’Associazione CERIF 

Vi augura Buona Pasqua

 Associazione CERIF

Centro di Ricerca sulle Imprese di Famiglia

 


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